LA VITA COME UN LIBRO

Se la tua vita fosse un libro?

Sarebbe già scritto, da scrivere, da leggere e rileggere, da vivere, da interpretare, da ricominciare da capo, da sottolieneare, da studiare, da prestare, da concludere, da riscrivere, da commentare, da bruciare, da premiare, riporre sullo scaffale, lasciare sul comodino o dentro un cassetto, da regalare per Natale, da rappresentare a teatro, al cinema, da citare in una canzone, da dimenticare, da raccontare, da consigliare, da sfogliare, da strappare, da cancellare, ampliare, da perdere e da rirovare.

E noi saremmo autori, protagonisti, lettori, critici, editori, commentatori, comparse, antagonisti, voce narrante, muse, studenti, traduttori, bibliotecari, librai, scrittori fantasma.

Lasciamo un appunto, una sottolineatura, una cartolina come segnalibro. Accantoniamo alcune storie, altre le abbandoniamo, alcune ci stravolgono la vita, altre le stravolgiamo noi interpretandole, traducendole, raccontandole, ricordandole malamente, tramandandole, illustrandole, traendone spunto per un film.

Nel bene o nel male, ogni volta che prendiamo un libro tra le mani, siamo noi quelli che lasciano il segno, e il libro non può che arrendersi alla nostra volontà. Inevitabilmente, quel libro ci cambierà e cambierà i nostri mondi, spostando orizzonti che sembravano eterni. Ogni volta che prendiamo un libro tra le mani, siamo noi quelli che si lasciano cambiare, e la nostra volontà non può che arrendersi al libro.

Ma noi cosa vogliamo?

Vogliamo vivere, per quel che può significare, con tutto quel che significa.


Quando non riesci a spiegarti qualcosa, quando della vita non riesci a fartene una ragione, quando ti sembra che la tutto sia bloccato o quando tutto si ripete, sempre uguale o sempre più dolorosamente, quando hai voglia di spingerti un po’ più in là, oltre i confini del mondo che conosci, prendi tra le mani il tuo libro, lascia un segno, lascia che il libro si trasformi con te, lasciati trasformare.

Ogni storia ha una carica simbolica immensa, perché simbolico è il linguaggio che la racconta. Giocando con i simboli che determinano i confini del tuo libro, che ne definiscono genere e stile a diversi livelli interpretativi, dal letterale all’anagogico, passando per l’allegoria e la morale, si aprono infinite possibilità e infinite prospettive.

Guardare la tua storia con il giusto distacco ti permetterà di non giudicare un’esperienza in base alle aspettative ma di concentrarti invece sui suoi significati, permettendoti di partecipare più consapevolmente al grande gioco della nostra storia comune, umana, universale, eterna.

Osservati come uno scrittore osserva il suo personaggio, per far sì che lettura e scrittura diventino un unico momento.


Quando ci trasformiamo, tutto si ricrea.