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Mese: ottobre 2016

#17 crocevia

La vetta era vicina, nessuna civetta.
La valle l’avevo alle spalle, sulla pelle
soltanto il bagliore della gioia infinita
della corsa in salita, quasi finita.

Una cerva aspettava me, bianca di luna
tra la nebbia e la neve, sotto i pini.
Una cerva bianca mi chiamava là in cima
per mostrarmi la vita, l’altro lato, i confini
oltre i quali avrei potuto viaggiare
e mi son lasciata incantare e mentre
guardavo, scorgevo, pensavo, lei già
spariva e lasciava la nebbia
a confondermi i passi, a nascondere
i sassi che mi han fatto inciampare.
Nella mia valle, mi aspettava un maiale.

Se resto mi perdo, mi dico convinta,
la meraviglia del viaggio. Il mare
non è nella conchiglia. Una nave
in una bottiglia, sul davanzale, e
una palla di neve di Natale son
tutto quel che mi rimane ma
oltre il vetro, la pioggia danza.

#18 meravigliosi spaziotemporali

Meravigliose radure e immense montagne
e infiniti mari e sconfinate pianure e
tenere le foglie luccicanti di rugiada
e la giada, i diamanti, le farfalle e le api.

Nelle storie splendenti di fantasie danzanti,
meravigliosa è la pioggia e incantevole
il ghiacciaio che si scioglie in cascata
e meraviglia la valle, canta l’aria incantata.

Meraviglioso il tempo che meraviglia
gli spazi e spettacolari i fuochi, la biglia
con cui giochi sulla spiaggia, semplice e
bello il cielo è vicino, e mi dai un bacino.

Meravigliosi spaziotemporali tra le ore
che passano e le giornate che restano
nei minuti sospesi, negli abbracci, e
nelle rese.

#5 alle sorgenti del Nilo

Nella pubblicità c’era un bracciale
tempestato di diamanti e una città
che catturava i miei sogni e chissà
se mi ci avresti portata, per Natale.

Nella stanza c’era la scrivania, coi
libri di testo e gli appunti e poi noi
stesi sul letto a sognare l’amore e
la vita scorreva nelle poche ore che
passavan tra le dita e tra le risate
tra me e te. Fuori, piangeva l’estate.

Nella borsa tenevo un bracciale
di cuoio africano e un elefantino,
portavo avanti il mio mattino
fino alla sera e nella notte buia.
Tenevo stretti i ricordi e le note
ed il disegno che era promessa
come una terra, però a me stessa,
tra le mie mani, tese. Menomale.

Menomale che non ci siam persi
e menomale che scopro i miei versi
nei giorni nuovi, tra nuove vie,
nell’amore che ora è, nelle poesie.