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40 #atto #secondo

Lasciavo il tempo
scorrere e non vedevo
la dolce cerva nel cortile
che aspettava, all’imbrunire
un po’ d’acqua e sollievo
dal freddo del vento.

Ho spento la luce allora,
lentamente ho aperto la mia dimora

e subito il lupo ha sbranato la cerva
e poi me, e tutta la mia famiglia.

Guardo nel cielo buio ed oscuro,
cerco le stelle su questo muro
che è pancia di lupo in cui siamo insieme,
ch’è una paura che tutto trattiene.

Guardo la terra rossa di sangue.
Cerco la cerva, non piange
né di terrore né di gioia o tristezza
ma in silenzio lecca, accarezza.

– è quindi questo il nostro destino?
curarci di noi e dell’intestino
del lupo improvviso che ci mangiò.
Ma io voglio gridare, urlare, strillare
ch’io no, non ci sto!

Sorride la cerva, con tenerezza,
si rivela una piccola cerva di pezza.
Il lupo è soltanto il mio letto ormai sfatto.
Il risveglio è vicino.

Vesto a lutto e
sbuccio un mandarino.


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Published in#numerologie