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mamma mia!

Una gocciolina
d’acqua, piccina
si mise in cammino
di buona mattina,
quando ancora la stella
nel suo cielo più grande
non illuminava il sentiero del fante.

Un pensiero, nel frattempo,
annullò lo spazio e le si trovò accanto
e così i due, figli e fratelli,
solcaron i mondi in cerca di appigli
per poter tender e fissare una corda
che sostenesse una casa, una tenda
o per fermare per sempre nel cosmo
un punto che facesse loro da centro.

Arrivaron, in una sera d’autunno,
a quel che sembrava fine ed inizio
di un viaggio magnifico e meraviglioso
e l’acqua era bella, e il pensiero le fu sposo
per quell’idea matta come un solstizio,
come una veglia che cede al suo sogno
e poi, prendendosi le mani, si dissero:
questa è la casa che ci vedrà vivi.

E furono foglie, e furono zampe,
e furono mamme – mamma mia, quante!
e poi fu la guerra delle rivoluzioni
ma presto la luna illuminò i grandi cuori
degli ultimi cuccioli,
dei primi tesori
e la vita si vide
e respirò più forte
e annullò il tempo e annullò la morte.

Al risveglio fu bello
trovarsi vicini,
miliardi di stelle come cuscini.

È bello, al risveglio,
sapersi vicini, sentire la vita
spostare i confini,
vedere i cuccioli diventare divini,
aprire la porta e trovar la città.


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Published inoperette