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Mese: marzo 2018

himmlisches vélo

on va pardonner ma bouche,
c’est vrai? pour ne savoir dire
les mots qui conviennent.

we are going to forgive
my hands, too. alright?
for they cannot properly write.

und wir werden auch meine Füße vergeben,
denn die wollen nicht mal vier Räder fahren.

ma perdoneremo, prima di tutto, il destino
che mi ha messo in cammino.

himmlisches ist mein Leben auf Erde
e troppe le stelle che ho nelle tasche.
ne volete qualcuna?
I’ve got permission not to ask
for permission, my task
is to ride the bike of compassion
where left and right mean indeed
ce que on laisse, ce que on fait vivre.

 

permanenze

Missing my worlds,
missing my words.

Ho speso epoche intere
a cercar di spiegare
le vele.

Non sapevo navigare,
seguivo la stella polare
perché tra i banchi avevo imparato
che è punto fermo ed è punto fissato.

Sailing my oceans,
seeding my deeds,
reflected in water,
I am other than this
fish on a bicycle,
I am a moon and my sun
will rise very soon.

Nell’epoca nuova
sarò una piuma

sull’acqua

leggera

o una conchiglia che sa raccontare

l’odore del mare.

#24 seconda meiosi

Vai dal panettiere,
compra il pane.

Prendi la biciletta,
oltre la collina,
oltre la strada, più in fretta,
veloce, scendi per la via
che pian piano ti appare.

Chiudi gli occhi,
fidati del vento e della terra,
lascia che il fuoco giochi
con i tuoi desideri, e ora,
proprio qui, apri il cuore
alla neve che cade, si rompe.

Torna indietro per la strada grande,
non raccontare niente.
Offri il pane a chi ha fame, sii
umana, sii il presente
che crede nella primavera,
a gran voce la richiama,
non aspetta, ma ricrea
la magia che li intrattiene
ma che, in te, avviene.