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Mese: marzo 2018

himmlisches vélo

on va pardonner ma bouche,
c’est vrai? pour ne savoir dire
les mots qui conviennent.

we are going to forgive
my hands, too. alright?
for they cannot properly write.

und wir werden auch meine Füße vergeben,
denn die wollen nicht mal vier Räder fahren.

ma perdoneremo, prima di tutto, il destino
che mi ha messo in cammino.

himmlisches ist mein Leben auf Erde
e troppe le stelle che ho nelle tasche.
ne volete qualcuna?
I’ve got permission not to ask
for permission, my task
is to ride the bike of compassion
where left and right mean indeed
ce que on laisse, ce que on fait vivre.


how would you make the poetess happier?

iterazione in un solo atto

Una strana bicicletta
senza sella e senza fretta
di notte si mise verso le stelle in cammino
alla ricerca di un titolo per un raccontino.

Un omino lungo e stretto
senza naso né cappotto,
vista l’ora detta tarda
corse via senza una scarpa.

Dalla Luna, un pescatore,
vide un uomo senza freni,
una bici senza storia
e un polletto senza gloria.
Disse al gallo, il pescatore,
canta! presto! rompi il cielo
con dei lampi, gialli di Sole
ed illumina il sentiero
per chi vuol tornare intero!

Così fece quel polletto
e da allora è tutto scritto:


how would you make the poetess happier?

permanenze

Missing my worlds,
missing my words.

Ho speso epoche intere
a cercar di spiegare
le vele.

Non sapevo navigare,
seguivo la stella polare
perché tra i banchi avevo imparato
che è punto fermo ed è punto fissato.

Sailing my oceans,
seeding my deeds,
reflected in water,
I am other than this
fish on a bicycle,
I am a moon and my sun
will rise very soon.

Nell’epoca nuova
sarò una piuma sull’acqua,

leggera.


how would you make the poetess happier?

24 #seconda #meiosi

Vai dal panettiere,
compra il pane.

Prendi la biciletta,
oltre la collina,
oltre la strada, più in fretta,
veloce, scendi per la via
che pian piano ti appare.

Chiudi gli occhi,
fidati del vento e della terra,
lascia che il fuoco giochi
con i tuoi desideri, e ora,
proprio qui, apri il cuore
alla neve che cade, si rompe.

Torna indietro per la strada grande,
non raccontare niente.
Offri il pane a chi ha fame, sii
umana, sii il presente
che crede nella primavera,
a gran voce la richiama,
non aspetta, ma ricrea
la magia che li intrattiene
ma che, in te, avviene.


how would you make the poetess happier?

14 #calibrando

Ho piantato un albicocco,
ho sognato una mia amica,
ho scansato vecchia vita
e adesso son qui, sfinita.

Era bello il mio giardino
con i rovi e anche l’abete, vicino
all’inverno.
Non ho mai estirpato niente,
nel mio cuore trova un posto
tutta quanta la mia gente
e anche chi mai sarà mio,
nel giardino, trova spazio.
È infinito il paradiso
dell’amar profondamante
e se l’amor mi vuole inerme,
starò qui, nel mio silenzio,
a dar tempo al nostro
inferno.

Ho scalato l’albicocco,
da lontano ho visto un fiocco
e una mano salutare
chi è uguale.

E la mia bicicletta?
Non ha fretta, lei
mi aspetta
per portarmi a pedalare
in salita, fino al mare.


how would you make the poetess happier?

giravolta

Brillava la notte
truccata di neve.

Scaglie di diamante
alla luce dei lampioni
e la Luna, nuova,
che non c’era, eppure
illuminava i miei passi
tra i rischi del ghiaccio
e quattro gradassi
vecchi pensieri
a sporcar gli stivali di ieri.

Brillava la Luna,
là, oltre il destino,
e io camminavo
e capivo
chi ero
e dimenticavo
chi sono e sarò
e anche adesso cammino
e giro la testa
tra me e me
e ho dentro una luce
e chissà che cos’è.


how would you make the poetess happier?

uncovered

and it rains
everytime I want to bike,
it rains.

but it rains
everytime I want to bike,
it rains.

so it rains
everytime I want to bike.
if it rains
everytime I need to bike,
I’ll get rather wet
in a desperate crying.

so I never want to bike,
never need to ride my bike,
just a look at two idle wheels
awakes me in a calm warm wind.

I’ll keep searching in the sky,
waiting for the sun to shine,
then I’ll hug my bike and smile,
cry of joy and ground my life.


how would you make the poetess happier?

cilindro

T’amavo a piedi nudi sulla neve
e poi per i prati fioriti e
tu mi amavi come una scoperta
che ti riportava al senso del primo
dissentire. Ed era semplice così,
amando, disertare il tempo per
abbracciar l’infinito. Al dito
non portavamo anelli. Una collana
di perle di lago, un cappello da mago,
tra l’oro sottile dei tuoi grandi quadri
e le mie righe spesse, prendevano vita.
Nostro figlio ballava e si divertiva
con le finestre che restavano aperte
per la libellula che arriverà.

Noi stavamo a guardare, qua.

E adesso che t’amo oltre ogni infinito,
adesso che portiam un anello al dito,
ancora restiamo a guardare
una pancia che cresce, una libellula.

Ma già domani, con la mia bicicletta,
ti porterò là dove il tempo non aspetta
e semineremo non perle ma i semi
che la vita ci ha portato in dono
nella promessa del nostro giradino.


how would you make the poetess happier?

106 #hovolutolabicicletta

Una bicicletta color chamapagne
e lo sguardo fisso di chi guarda lontano.
Dio mi ha detto di sorpassarlo
per vedere cosa c’è oltre l’umano.

Ho alzato gli occhi al cielo, celeste
e altissimo, illuminato di bianco
bianchissimo. Pensavo alle foreste
mentre la strada saliva e io
cadevo.

Terra han toccato le mie ginocchia
e come in preghiera chiedevo alla pioggia
di confondersi ancora una volta
con le mie lacrime, con la mia torta
rotta prima di potersi donare
al potere temporale.

Solo una lupa si accorge di me,
lecca paziente graffi e ferite.
Dice la lupa di fidarmi di lei ma
mi sembra troppo addomesticata
per essere vera, per essere libera.
Mi guarda negli occhi, mi guarda
vicino, accende una luna
sull’orizzonte lontano e
capisco che la mia libertà
non finisce ma inizia
nelle sue verità.

Scenderò per molti colli, fino
alla fine del mio paradisiaco inferno
per riprendermi quello che là abbandonai:
la chiave del regno
reale.

Continuo a pedalare.


how would you make the poetess happier?