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nuove culture, tra sogno e realtà

Metter radici in un primo di maggio,
è cosa da pazzi, le disse il faggio,
ma la ciliegia non volle ascoltare
e con pazienza si mise a scavare.

Le prime foglie brillavano, verdi
tra il verde di un campo dimenticato,
e la terra accoglieva quel suo capriccio
di far di un prato un frutteto ben ricco.

Poco distante, una lumachina
veloce correva per gustar la piantina
appena arrivata, mai vista prima,
ma al calare del sole si dovette fermare
e nella notte un gran temporale
la direzione le fece cambiare.

Sognò la ciliegia di esser già grande
e al risveglio si sentì forte forte,
scavò nella terra ancora un pochino
e fece amicizia con un lombrichino.
Il faggio, ombroso, le disse ora basta!
e la ciliegia ne ebbe abbastanza,
così nella notte un lampo chiamò
dal cielo stellato e il faggio bruciò.

Questa è la storia del ciliegio celeste
che scese dal cielo per incontrar il terrestre
che da un frutteto imparò che la terra
non si comanda, come una mamma
lei dona sé stessa
per far crescere il seme di chi la accarezza.


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Published inoperette