cantico di un poeta orfano

Lasciate ai poeti
il silenzio
e andate, voi, che siete capaci di fare,
voi che sapete cosa dire, cosa mostrare,
lasciate ai poeti
l’immenso.

Lasciate ai poeti
la poesia
e voi, che siete di vita artisti e scrittori,
musicisti, eroi, imprenditori, andate, gridate
al mondo la vostra storia,
vendete l’opera, comprate il pane,
lasciate ai poeti
la fame.

Lasciate ai poeti
il vuoto del tutto
e riempite la vita del frutto
del vostro lavoro,
lasciate ai poeti il fulmine, il tuono,
lasciateci i frutti
e i miracoli tra cielo e terra,
lasciateci in pace
nella nostra guerra
al temporale.
Lasciateci essere, stare.

Lasciate ai poeti
quella cometa che brilla,
che lascia una scia lunga fino al natale

oppure prendete,
tra le mani, la meraviglia!
Bevetene il nettare!
Riempite di sogni nuovi
la sera che ne è spoglia
e cercate tra i rovi,
tra graffi e punture,
la vostra anima dispersa.

Lasciate ai poeti
quest’anima mia

e sia.


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