55 #abbandono

Ho annegato i ciclamini
per paura
che soffrissero la sete.

Finestre chiuse.
Indosso una giacca ed esco
a cercare l’autunno
tra le foglie bagnate
dalla pioggia e dai pianti
delle notti passate
a resistere al tempo.

Questa notte ho sognato
un prodigio,
lasciato andare un ricordo
che credevo già morto.

Apron le porte
i negozi di Theaterstraße, entro
in una libreria.
Tra il profumo delle storie
che ancora non conosco
cerco uno spazio
per accoglier, domani, le mie carte.

Questa notte ho scelto
il prodigio,
sciolto l’abbraccio
che non ho mai ricevuto.

Faremo seccare le foglie
trovate
sulla strada che ci riporta a casa,
scriveremo una lettera
per ogni fobia
e nel vento, nel vento
voleranno via.

Ho spostato i ciclamini
nella speranza
di vederli presenti.

E io? Da oggi vivrò, tra i viventi.


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