il pomeriggio del guerriero

La terra degli avi aspetta, là sotto
il sangue di donne che stanno all’ascolto.
La Luna risplende, nel cielo dei padri.
La marea s’innalza
a cullare i neonati.

I colpi, li sente, delle nostre saette.
Estrae le frecce, ne osserva le piume,
soppesa il legno, le regala al fiume.

Dal groviglio che lo avvolge
prende il filo che nessun altro scorge
e inizia così una nuova trama
che non sia di guerra e che non porti fama.

Finisce il suo rito
con un piccolo nodo:
un anello sul dito e un salto
nel vuoto.


Questa poesia (in una versione antecedente) fa parte della raccolta
RICORDI NELL’ETERNA ETÀ.