tazze e tazzine

Quanti ospiti ospito
nei terreni del mio divagare?
E quanti mi ospitano,
mi offono un tè alle erbe più strane,
mi parlan di ombre che
non sono mai chiare?

Ma le ombre mi cantano
canzoni di festa
ed è alle fate che chiedo
di ordinarne le gesta
intrecciate e confuse
come rami selvaggi,
protette dal vento
che cambierebbe ogni mondo.

Tolgo grigi sassolini
tra le dita dei tuoi piedi
mentre tu guardi la credenza e ti chiedi
se riuscirai a ritrovare
quel disegno cinese,
quel ricordo e quel sogno
in cui eri felice.

Agli angeli chiedo
che ti restin vicini.
Sei pronta a varcare i confini?