dal diario di Marco Aurelio / terzo giorno

Da quando mi sono messo in cammino non è successo nulla che sia degno di nota. Gli stormi iniziano a raccogliersi per il grande ritorno, in una nuvola ho visto il mio cane da caccia, una rosa selvatica a lato del sentiero si è lasciata cogliere, ma in me non è cambiato niente.

Innaffio le piante sul balcone, mattina e sera, cerco nei colori dell’alba e del tramonto le parole e i volti di chi ancora non ricordo. Sto imparando ad avere pazienza, mi hanno detto tutti che la riabilitazione sarà lunga. Anche oggi verrà lei a passare la notte con me, perché si sente più serena così, tra le mie braccia che ancora scansano un’estranea, mi dice, che tra le coperte fredde di una vita non sua.

Domani andremo insieme a passeggiare per le vie del centro, come piaceva a noi, mi dice, e io proverò ad amare questa vita che non è più mia, ma che non è ancora viva e libera come vorrebbe. Lei mi racconta di amici e di viaggi, io le chiedo se si ricorda che profumo aveva la casa dei miei nonni. Non lo sa, non può saperlo perché ci siamo conosciuti dopo, mi dice, ma io so che ci conosciamo da sempre, anche se non mi ricordo ancora il suo nome io so che quando morirà ci sarà nell’aria profumo di fragole.

Riuscirò ad amarla prima che sia di nuovo estate?

Le ho comprato un ciondolo a forma di foglia, vederla sorridere mi aiuterà a dimenticare quest’ultimo anno, mi aiuterà a ritrovare i ricordi che ho perso tra le montagne, assieme ad un figlio e al mio cane da caccia, e forse anche lei saprà trovare la forza e il coraggio per ritornare a cercarli.


La firma di Marco Aurelio si trova nel Volume III / campi di fragole delle pagine dai diari dei miei personaggi, pubblicate sotto il titolo: la Semina e il Raccolto.