C’era una volta una parola rotta

Tra un palato troppo fine e la punta
di una lingua ancora sconosciuta
inciampò e, cadendo,
esplose tutta, dalla radice
alla fine del mondo.

Qualcuno disse
che fu per quello strano accento
ma noi sappiamo bene
che a minarla fu il tempo.

Qualcuno provò a sistemarla
aggiungendola, come una virgola,
tra un soggetto e una sdrucciola
ma nulla si poté perché
non c’era modo di spiegarla
a chi non conosceva i verbi
e così
restò sola a vagare
tra l’infinito del cielo
e il contorno del mare.

A chi le chiede
come poterla aiutare
lei risponde, serena,
che non c’è niente da capire.

Vogliamo provare?