dal diario di Pasqualina / 17 settembre 1986

Mi sveglio presto nelle mattine d’estate, bevo un caffè. Suono l’arpa sul terrazzo, aspetto che il falco venga a portarmi le notizie.

Ogni mattina mi porta il giornale di ieri, legato alla zampa sinistra con un cordino arancione, e resta con me fino al tardo pomeriggio. Dopo il tramonto, torna giù a valle e dorme nella torre del castello grande, in riva al fiume.

Ma oggi il falco non è arrivato, e ho scrutato il volo delle nuvole e interrogato il vento cercando l’indizio che già sapevo, e ho dovuto rinunciare a tutto quel che conosco di vero, rinunciare alla musica per suonare un allarme, chiedere al sogno di mostrarmi le perle.

Le perle le ho viste al collo di nonna, gliele ho strappate nel pianto per gettarle nel fiume. Mi sono svegliata fradicia di lacrime e sangue, ho fatto la doccia, cambiato le lenzuola, ho scritto sul giornale che il tempo non vola, il tempo si arresta e arresta chi non osa, il tempo è la prigione che conosce ogni rosa. Eppure è nel tempo che la mia musica vola, è nel tempo che la storia si rivela.

Scendo a valle, sul sentiero verso il fiume trovo il falco con gli occhi sbarrati, il cordino arancione impigliato ad un ramo, tutt’intorno i fogli sparsi del giornale di domani.


La firma di Pasqualina si trova nel Volume I /caffè e champagne delle pagine dai diari dei miei personaggi, pubblicate sotto il titolo: la Semina e il Raccolto.