legno

Continuamente cambiando,
crescendo,
cercando il Sole ma seguendo il tempo
delle foglie non nate che, timide,
temono l’ultimo freddo,
abbandono il sonno e inizio
un nuovo giro intorno all’anello.

Faccio a pezzi
una vecchia identità,
quella voglia di stare al mondo
che mai m’apparterrà,
una finta stanca stufa caparbietà
e brucio
per illuminarmi il volto
che ancora non conosco
riflesso
nel cielo più blu, più
azzurro. Rosa
le nuvole, mentre il vento
ricolora ogni ricordo e sento
quella gioia per esser al mondo
già viva quando tutto era spento.

Addosso mi porto il segno
di chi dentro me ha cominciato il suo viaggio,
per ogni ramo un nuovo disegno,
in ogni anno uno spazio da sogno,
uno spazio che, ora, è fermo.

Prima che ancora come sempre mi perda
nella frenetica corsa verso il prossimo autunno,
Vita viva! io ti prego, ascolta
il mio cuore disperato di abbracci
e resta
con me, seduta tra i faggi
a guardar la nostra terra che dorme
un’ultima volta. Domani
già all’alba
cinguetteranno i miei figli
la loro richiesta

Mamma? Dove ti eri nascosta?