sorgeva la luce un attimo fa, e adesso è già tutto chiaro, là fuori.
qui in casa penetra, però, tenace, ancora molta oscurità, così lascio acceso qualche lume a tenermi compagnia.

del perché io preferisca associarmi alla luce piuttosto che alle tenebre, è un argomento di cui discutiamo sempre con piacere, io e Hong.

non ho ancora scritto di noi su queste pagine non perché, da quando stiamo insieme, io non abbia scritto, ma per una questione stilistica. mi piace rileggermi e, per la personalità di Hong e per la relazione che abbiamo, non ho ancora le parole giuste.

di cosa dovrei scrivere, poi? raccontare l’amore per rendermi conto, tra anni o mesi, che non avevo capito niente di noi?
di quello che facciamo insieme, costringendo dei momenti inspiegabilmente poetici in una specie di rotocalco pornografico in cui tutto si consuma per onor della narrazione?
dovrei forse descrivere quello che provo io, riducendo al dicibile un sentimento così indefinibile e sfuggente? o le parole che ci diciamo, quando è chiaro, almeno a noi, che quello che resta della vita insieme vibra ad una frequenza che non si lascia trascrivere?

finora, ho preferito tacere.

ma ieri, mentre camminava leggerw su per la collina, sorridente, e questa notte, guardandolw mentre dorme, non posso fare a meno di seguirne il respiro e mi trovo a pensare che, se domani finisse il mondo, se oggi morisse, o se sparisse, mi sentirei più tranquillw sapendo che, adesso, qui, almeno un tentativo per portarlw con me, domani, l’ho fatto.

quando Hong sorride, le nuvole arrivano presto a coprire il cielo, e una pioggia lieve scende su di lwi, facendolw brillare. mi tende la mano, e mi trovo a scrollarmi di dosso la tristezza di intere esistenze, passate a cercar di capire chi fossi, e a seguirlw, fin dentro il cuore di quel sorriso, per arrivare a noi, così come siamo, qui, adesso.

respira ancora Hong, sotto il lenzuolo turchese. io sono statw svegliw tutta la notte, per non perdere neanche un attimo del suo tempo. so che lwi sogna, per non dimenticare neanche un luogo nei nostri universi. si muove. cosa avrà visto?

intanto, la città si è svegliata e la notte va oltre il monte, ad accompagnare altrw che, come me, han bisogno di quiete per potersi risvegliare. tra poco andrò a scaldare l’acqua, ancora un attimo accanto a Hong, ancora un attimo di noi, di un attimo soltanto ho bisogno per riuscire, domani, a portarlw con me…

troppo tardi. la luce lw taglia gli occhi, mi guarda. lw sorrido, cosa siamo? nel suo sguardo perdo ogni definizione e, nell’abbraccio che mi invita a cogliere, ritrovo noi, così come siamo.

domani Hong mi porterà nel paese in cui è natw e cresciutw. se riuscirò a smettere di pensare a me, per un attimo soltanto, nel ricordo che mi resterà, ci sarà anche lwi, ci saremo noi.


La firma di Horike si trova nel Volume IV / polvere di cacao su fiocchi d’avena (in uscita prossimamente) delle pagine dai diari dei miei personaggi, pubblicate sotto il titolo: la Semina e il Raccolto.