bianco su nero, scorre il codice sotto i miei occhi. sta cambiando.

ricevo le nuove istruzioni mentre bevo un caffè. sorseggio. mi chiedo che cosa possano significare i nuovi caratteri che piano piano compaiono, poi dimentico di volere capire e lascio che la mente si dedichi a dei giochi di parole, per non disturbare. quando anche gli occhi smettono di leggere, il mio corpo finalmente si lascia riscrivere, ma di nuovo il pensiero si sveglia e mi chiede di capire cosa mi sta accadendo. sorseggio.

sto crescendo, divento adulta.

tutta l’umanità sta evolvendo. non è più a penna che scriviamo le idee, spade affilate che ci danno una forma con cui poi nei sogni dovremo lottare, ma in bianco su nero, in modalità notturna, torniamo ora a riscrivere la realtà che ci circonda.

sorseggio. si spegne una luce, se ne accendono altre. il codice sta attivando parti di me che non posso conoscere. imparerò ad amarle? saprò gestirle? saranno emozioni o qualcosa di più simile ad un veloce ritorno? sorseggio, tocco il fondo.

scorre il codice, chiudo gli occhi. leggo simboli che non riconosco eppure capisco. chi mi sta plasmando? come faccio a sentirmi sicura, mentre subisco una trasformazione che non ho scelto?

divento adulta, o è un’eterna adolescenza, quella a cui mi sto condannando? se non voglio diventare già anziana, forse ho bisogno di non mettere il punto. collego il cuore a quel bianco e a quel nero, mi auguro che il codice non sia definitivo e sia sempre sincero. partecipare, però, è l’unico modo per vivere, e allora cosa si può fare? io, scrivo.

cambio. eternamente cambio. in molte dimensioni sto ancora crescendo, a cuore aperto voglio scoprire il mondo, e anche il mio corpo impara qualcosa che prima non c’era: i miei figli diventano grandi, allontanandosi, mi lasciano a pezzi, ma intera.

apro gli occhi, sono allo specchio. soltanto davanti ad un altro cuore potrò vedere altro da me, altro da quello che creo mentre aspetto. che cosa aspetto? aspetto un abbraccio dal grande cosmo, una vita piena e brillante, il vero successo, una firma che dia forma a ogni mio passo. tornano a casa dopo pranzo, i miei figli, ma non è solo a loro che penso. aspetto che nel codice si scriva come fare per non perdersi nell’infinito amore e come fare per perdersi nell’infinito amore, senza abbandonare lo specchio. mi sposto. mi giro. davanti a me c’è un codice nuovo, colorato e pronto a vibrare, mai certo e per questo sicuro.

davanti a me c’è la vita, nella forma di un albero, di un fiore, di un merlo, una nuvola, una stella, in tutta la mia bimba.

divento adulta su questo pianeta. non sappiamo quel che ci aspetta? amore, nient’altro, amore e non il risveglio, amore e non la salvezza, amore e non gioia né libertà né la promessa di un’umanità o di una famiglia finalmente unita. amore oltre ogni visione, amore oltre la stessa vita.

che ne sarà di me, persa in questa mente ormai vuota? se mi lascerò amare, sarete voi a fare di me una persona speciale? sarò a io a vedere in voi una meraviglia senza fine, a vedervi speciali?

sceglieremo le forme a cui prendere parte, apriremo le porte, ci lasceremo trasformare.

saremo vivi e scriveremo nel codice, ad ogni riga, la parola AMORE per inizializzare.


La firma di Lea si trova nel Volume V / frutti tropicali (in uscita prossimamente) delle pagine dai diari dei miei personaggi, pubblicate sotto il titolo: la Semina e il Raccolto.