mi chiedo cosa stiamo cercando di salvare.

che cosa o chi, con tanta passione, ancora teniamo forte, come la gamba di mamma il primo giorno d’asilo.

forse, siamo noi che dobbiamo esser salvate. e dalla nostra stessa madre, per andare finalmente incontro al mondo.

mamma portava sempre la gonna lunga, e noi ci nascondevamo sotto le lunghe pieghe, zitte, convinte che nessuno potesse vederci. così, tornavamo a casa, vittoriose – o sconfitte?

in casa eravamo felici. gli altri bambini intanto giocavano e non sapevano di noi e noi, senza sapere di essere tristi, non sognavamo di loro.

quanti erano? noi eravamo tre.
anche oggi siamo tre, qui davanti al buio. lo stesso buio che trovavamo sotto la gonna di mamma, ci si para ora davanti, oltre i tetti delle case che, con le luci soffuse, illuminano il paese col loro vivacchiare. dalle finestre si intravedono ombre che cucinano, mangiano, lavano, vanno a letto. qualcuno piange, qualcuno lo abbraccia, qualcuno esce dalla porta sbagliata e si incammina su per la collina. ci viene incontro.

non apriremo, non usciremo, ma voleremo giù e lo colpiremo col nostro lutto. uno

due

tre

salto.

silenzio. poi un rumore di tamburo. perché respiro? e voi, dove siete? e chi sono io, di noi tre? di noi quattro? indosso una gonna lunga, tra le mie gambe sento tre bimbe giocare. sono gemelle.

scende la notte. un sorriso sereno mi si dipinge sul viso.

allo scoccare del mezzogiorno, bussano alla porta.


Le firme di Teresa, Claudia, Lisa si trovano nel Volume V / frutti tropicali (in uscita prossimamente) delle pagine dai diari dei miei personaggi, pubblicate sotto il titolo: la Semina e il Raccolto.