addormentarsi a notte inoltrata, sfiniti. e domani mattina, con gli occhi ancora appannati dal sonno, scendere le scale per trovare il tavolo ingombro di una felicità che non è stata soltanto un sogno.

ecco i nostri bicchieri, con un poco di vino bianco sul fondo, accanto alle briciole di conversazioni che sembravano così importanti e che, ora, alla luce del sole, altro non sono che una scusa come un’altra per starsi vicino.

ed ecco le sedie, ancora in disordine, ancora piene delle nostre pose, dei nostri gesti e delle nostre gambe, accavallate ora da un lato, ora dall’altro. appesa alla tua sedia, per una spalla soltanto, la tua giacca tiene a tracolla una borsa, chissà di chi, e poco più in là, sul divano, è steso un maglione che fu una coperta per chi già respirava piano e ascoltava, da lontano, il nostro vociare pieno di vita e sorrideva e pensava, forse, che sia bello che non sia finita.

ieri, tra lacrime asciutte si stringeva forte la gola con una vecchia sciarpa e oggi – guardala, la vedi? sembra tranquilla qui, a casa nostra. e tu hai spento la musica adesso, adesso che tutti dormono nelle altre strade, dietro altre porte, tra altre braccia, e mi hai presa per mano per accompagnarmi fino al cuore che ti batte nel petto e io l’ho sentito e penso, ne sono sicura, che sia stato bello averci creduto. ma tu già mi sorridi, tra i capelli che mi arruffano il volto, e scivoli lento fino a sentire il mio ritmo incerto. batte forte e mi dici che sarà bello, che ogni giorno sarà il nostro tempo.


La firma di Chiara si trova nel Volume VI / erbe spontanee (in uscita prossimamente) delle pagine dai diari dei miei personaggi, pubblicate sotto il titolo: la Semina e il Raccolto.