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Categoria: le mie geometrie

conformi e difformi, siamo noi la misura assoluta dei nostri universi.
misurati o infiniti, siamo noi a dar forma ai nostri assoluti.

quarto grado di libertà

ogni volta in cui
credo
d’esser guarita
ecco che si riapre la ferita

e nuova luce
e più profonda pace

oltre la favola
di questo tempo
oltre lo spazio di questo momento
mi riscopro
ancora più infinita

e non credo ma sono
fuoco nel fuoco dell’Amore Presente.


how would you make the poetess happier?

universo

dev’esser così
essere Marta

mi dissi
mentre giravo
su me stessa
verso sinistra.

dev’esser così
quando è in alto la testa
e il cuore
batte i miei passi

pensavo
mentre giravo
intorno a me stessa,
intorno alla pancia
che mi fa festa.

E il Sole splendeva
E la Luna taceva
E la Terra,
la terra era calda e profumava di buono
E all’orizzonte
si tracciava il cammino
che percorreremo.

Un fulmine
a ciel sereno,
un tuono nel vuoto
dello spazio stellato,
un fuoco fatuo
eppure sincero.
Questo eravamo e

questo saremo.


how would you make the poetess happier?

ellissi

Sotto una coperta di nuvole nuove
ti ho cercato

dov’eri?

Più in alto degli arcobaleni
credevo di averti trovato

e mi chiedi se piove?

Sopra il vulcano
riprendevi la danza del fuoco
e la luce,
la luce che sei e che eri
ovunque porta
di vita
gioia e speranza.

Tra le mie braccia
l’aria è più fresca.

Alle dita più anelli,
nel cuore del cosmo
una spiaggia
e un oceano
che separa ed unisce.

Brucio.


how would you make the poetess happier?

palmo

ma dove vanno a dormire
le gocce di pioggia
infrante
sull’asfalto brillante
di un sole lontano?

sono andata a cercarle
invano
alla fine del tempo
che tenevo in mano.

le ho trovate
nel mare
tra le onde e il richiamo
dei castelli di sabbia.

vivono ancora, tutte.
ed è strano ma è vero
che siamo soli, illusioni e mistero.


how would you make the poetess happier?

mezzaluna

Accarezzo la cicatrice
per l’ultima volta
prima che
scompaia.

Ripenso a quando,
bambina,
chiedevo – Mamma,
come si fa a non pensare?
– Non si può fare.

Eppur non penso
quando scompaio
nell’infinito universo.

Sorrido, annuisco. Lascio
che il bicchiere si svuoti e si riempia

di acqua o di gioia?


how would you make the poetess happier?

giravolta

Brillava la notte
truccata di neve.

Scaglie di diamante
alla luce dei lampioni
e la Luna, nuova,
che non c’era, eppure
illuminava i miei passi
tra i rischi del ghiaccio
e quattro gradassi
vecchi pensieri
a sporcar gli stivali di ieri.

Brillava la Luna,
là, oltre il destino,
e io camminavo
e capivo
chi ero
e dimenticavo
chi sono e sarò
e anche adesso cammino
e giro la testa
tra me e me
e ho dentro una luce
e chissà che cos’è.


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cilindro

T’amavo a piedi nudi sulla neve
e poi per i prati fioriti e
tu mi amavi come una scoperta
che ti riportava al senso del primo
dissentire. Ed era semplice così,
amando, disertare il tempo per
abbracciar l’infinito. Al dito
non portavamo anelli. Una collana
di perle di lago, un cappello da mago,
tra l’oro sottile dei tuoi grandi quadri
e le mie righe spesse, prendevano vita.
Nostro figlio ballava e si divertiva
con le finestre che restavano aperte
per la libellula che arriverà.

Noi stavamo a guardare, qua.

E adesso che t’amo oltre ogni infinito,
adesso che portiam un anello al dito,
ancora restiamo a guardare
una pancia che cresce, una libellula.

Ma già domani, con la mia bicicletta,
ti porterò là dove il tempo non aspetta
e semineremo non perle ma i semi
che la vita ci ha portato in dono
nella promessa del nostro giradino.


how would you make the poetess happier?

coordinato

tu, che leggi poesie e mi dici
son più belle le tue

tu, che leggi le mie poesie e dici
che non le capisci

tu leggi di scienza e di arte,
tu che sei sempre sincero
quando ne prendi parte
e tu, che mi hai regalato nuove parole,
mi chiamavi koala e
mi regalasti un koala e poi abbiamo fatto l’amore

tu riordini i miei tempi e ti chiedi
come sarà lo spazio che abiteremo
e quanti saremo?

tu sempre mi regali, continuamente,
quel che sono eternamente.


how would you make the poetess happier?

spezzata

Questa poesia fa parte della raccolta
RICORDI NELL’ETERNA ETÀ, pubblicata su Amazon
in collaborazione con la rivista di poesia Contemporaneamente Versi.

dedicata a quella morbidissima foca grigia
che si è lasciata infinitamente coccolare
dalle mie manine di bimba, nei giorni
e nelle notti della mia eterna età.


Pensierino della sera
fammi trovare la mia vena,
che riporta al cuore del cosmo infinito,
tutto l’amore che ho patito.

Pensierino della notte
riporta indietro la mia arte
al cospetto dell’infinito, nel cosmo
eterno e mai uguale
che dei miei giorni e dei miei sogni
faccia il totale.

Pensierino per le stelle,
compreso il sole e le scintille,
chiedi al cuore se può, per favore,
dare più amore. Più amore
per ascoltare tutte le mie ore.


how would you make the poetess happier?