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Categoria: le mie geometrie

conformi e difformi, siamo noi la misura assoluta dei nostri universi.
misurati o infiniti, siamo noi a dar forma ai nostri assoluti.

palmo

ma dove vanno a dormire
le gocce di pioggia
infrante
sull’asfalto brillante
di un sole lontano?

sono andata a cercale
invano
alla fine del tempo
che tenevo in mano.

le ho trovate
nel mare
tra le onde e il richiamo
dei castelli di sabbia.

vivono ancora, tutte.
ed è strano ma è vero
che siamo soli, illusioni e mistero.


how would you make the poetess happier?

mezzaluna

Accarezzo la cicatrice
per l’ultima volta
prima che
scompaia.

Ripenso a quando,
bambina,
chiedevo – Mamma,
come si fa a non pensare?
– Non si può fare.

Eppur non penso
quando scompaio
nell’infinito del cosmo.

Sorrido, annuisco. Lascio
che il bicchiere si svuoti e si riempia

Di acqua o di gioia?


how would you make the poetess happier?

giravolta

Brillava la notte
truccata di neve.

Scaglie di diamante
alla luce dei lampioni
e la Luna, nuova,
che non c’era, eppure
illuminava i miei passi
tra i rischi del ghiaccio
e quattro gradassi
vecchi pensieri
a sporcar gli stivali di ieri.

Brillava la Luna,
là, oltre il destino,
e io camminavo
e capivo
chi ero
e dimenticavo
chi sono e sarò
e anche adesso cammino
e giro la testa
tra me e me
e ho dentro una luce
e chissà che cos’è.


how would you make the poetess happier?

cilindro

T’amavo a piedi nudi sulla neve
e poi per i prati fioriti e
tu mi amavi come una scoperta
che ti riportava al senso del primo
dissentire. Ed era semplice così,
amando, disertare il tempo per
abbracciar l’infinito. Al dito
non portavamo anelli. Una collana
di perle di lago, un cappello da mago,
tra l’oro sottile dei tuoi grandi quadri
e le mie righe spesse, prendevano vita.
Nostro figlio ballava e si divertiva
con le finestre che restavano aperte
per la libellula che arriverà.

Noi stavamo a guardare, qua.

E adesso che t’amo oltre ogni infinito,
adesso che portiam un anello al dito,
ancora restiamo a guardare
una pancia che cresce, una libellula.

Ma già domani, con la mia bicicletta,
ti porterò là dove il tempo non aspetta
e semineremo non perle ma i semi
che la vita ci ha portato in dono
nella promessa del nostro giradino.


how would you make the poetess happier?

coordinato

tu, che leggi poesie e mi dici
son più belle le tue

tu, che leggi le mie poesie e dici
che non le capisci

tu leggi di scienza e di arte,
tu che sei sempre sincero
quando ne prendi parte
e tu, che mi hai regalato nuove parole,
mi chiamavi koala e
mi regalasti un koala e poi abbiamo fatto l’amore

tu riordini i miei tempi e ti chiedi
come sarà lo spazio che abiteremo
e quanti saremo?

tu sempre mi regali, continuamente,
quel che sono eternamente.


how would you make the poetess happier?

spezzata

Questa poesia fa parte della raccolta
RICORDI NELL’ETERNA ETÀ, pubblicata su Amazon
in collaborazione con la rivista di poesia Contemporaneamente Versi.

dedicata a quella morbidissima foca grigia
che si è lasciata infinitamente coccolare
dalle mie manine di bimba, nei giorni
e nelle notti della mia eterna età.


Pensierino della sera
fammi trovare la mia vena,
che riporta al cuore del cosmo infinito,
tutto l’amore che ho patito.

Pensierino della notte
riporta indietro la mia arte
al cospetto dell’infinito, nel cosmo
eterno e mai uguale
che dei miei giorni e dei miei sogni
faccia il totale.

Pensierino per le stelle,
compreso il sole e le scintille,
chiedi al cuore se può, per favore,
dare più amore. Più amore
per ascoltare tutte le mie ore.


how would you make the poetess happier?

ruota

Autoreferenziale.

Guardo le stelle e non sanno parlare,
chiedo a gran voce un orsetto da amare
e ritorno invisibile al centro del Sole.

Autoreferenziale,
come ogni essere infinito e normale,
come ogni morale,
come ogni stella che vive di luce,
stabilisco i confini del piccolo mondo
ruotandomi intorno il grandissimo cosmo.

Autoreferenziale,
non conosco altro che quel che so capire,
non capisco altro da quel che vorrò divenire,
non divento altro che un tentativo senza fine
di uscire dai confini della mia esistenza
mentre il cielo
dentro la stanza
dentro di me
già danza.

Guardo le terre e non sanno emergere,
rivendico qui il mio diritto di crescere
e trascendo
reinventando il reale
che mi vuole quadrare.


how would you make the poetess happier?

ghirigori

Imparando cose nuove,
trovare il necessario
tra le mie braccia che ti tengono
ed un vecchio sipario.

Pagare il biglietto
per entrare a teatro,
due monete di resto
e tutto il resto è nostro.

Trattenendo il respiro
quando si abbassano le luci
ho visto che dentro la magia
non c’è spazio per la nostalgia.

Disegno in aria con le dita
la nuova storia della mia vita
e segno forte con un pugno
il mio primo punto fermo, poi cancello

e saltello un po’ più in là.


how would you make the poetess happier?

parallelismi

Stendo la biancheria
divisa per colore
aggiunta alla stagione
che, timida, non ghiaccia.

Un paio di capi richiedono
una riparazione. Conto
i soldi rimasti nel cassetto,
mi riprovo il cappotto imbottito
e decido di regalar questo rosso
alla prima ragazza che passa.

Dal cassetto sorride una testa
senza croce a portarle fortuna,
la ripiego e la infilo in tasca,
cade una perla dal disegno regale
che mi porto al collo e corro
ai ripari. Lancio in aria del rame
ed è chiaro il responso della Mole.

Richiudo nel cassetto l’arte e
torno a stendere.


how would you make the poetess happier?