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Categoria: #numerologie

numeri come hashtag nell’universo

877722 #spaziare

Una casa ereditata
in cui non sono mai nata
e una filastrocca
ingarbugliata.

Una casa grande
con un libro e gli specchi
e una rima
visionaria e strampalata.

Una casa nuova, vecchia
di ricordi da strappare
per poter vedere
la città che mi aspetta.

Una casa vecchia, che si rinnova
tra immagini divine
e le mie cosmiche uova.

Una casa da scoprire.

Una vita da lasciare
a chi la vorrà leggere.

E tante piante da innaffiare.


how would you make the poetess happier?

62 #età #nuova

dedicata a  mia mamma,
che oggi compie gli anni.

Una goccia
scava la roccia.

Un Nuraghe
riscopre il cielo, nell’azzurro.

Un’amica
ha nascosto il tesoro
perché tu possa trovarlo.

È una fiaba
la vita, sulla Terra.
Ti ricordi, il mare in Sardegna?

Non importa, al Nuraghe,
la vastità della spiaggia,
né importa, alla goccia,
la profondità di una grotta.

Di che colore è
il buio, la notte?
Le stanze senza sogni, di cosa sono fatte?

Al centro del Nuraghe
sta sbocciando un fiore.

Piove.


how would you make the poetess happier?

179 #intreccio

Ho visto la primavera
in un filo d’erba.

In una goccia di pioggia
che non cadeva
ho letto la storia
di chi non c’era.

Nuvole dipinte, all’orizzonte,
oltre il lago,
mi han mostrato il sentiero del mago.

E foglie nuove, su rami secchi,
e vecchi col bastone e occhi,
tanti, pieni di tristezza,
e il mio cuore che batteva
l’eterno ritmo
della vita che mai si spezza.

Nel vento, angeli e fate
e tutte le scintille nate
tra le nostre mani, intrecciate.

Ho visto la primavera
anche nel tuo cuore.

Così sia,
tutto sia Amore.


how would you make the poetess happier?

24 #seconda #meiosi

Vai dal panettiere,
compra il pane.

Prendi la biciletta,
oltre la collina,
oltre la strada, più in fretta,
veloce, scendi per la via
che pian piano ti appare.

Chiudi gli occhi,
fidati del vento e della terra,
lascia che il fuoco giochi
con i tuoi desideri, e ora,
proprio qui, apri il cuore
alla neve che cade, si rompe.

Torna indietro per la strada grande,
non raccontare niente.
Offri il pane a chi ha fame, sii
umana, sii il presente
che crede nella primavera,
a gran voce la richiama,
non aspetta, ma ricrea
la magia che li intrattiene
ma che, in te, avviene.


how would you make the poetess happier?

14 #calibrando

Ho piantato un albicocco,
ho sognato una mia amica,
ho scansato vecchia vita
e adesso son qui, sfinita.

Era bello il mio giardino
con i rovi e anche l’abete, vicino
all’inverno.
Non ho mai estirpato niente,
nel mio cuore trova un posto
tutta quanta la mia gente
e anche chi mai sarà mio,
nel giardino, trova spazio.
È infinito il paradiso
dell’amar profondamante
e se l’amor mi vuole inerme,
starò qui, nel mio silenzio,
a dar tempo al nostro
inferno.

Ho scalato l’albicocco,
da lontano ho visto un fiocco
e una mano salutare
chi è uguale.

E la mia bicicletta?
Non ha fretta, lei
mi aspetta
per portarmi a pedalare
in salita, fino al mare.


how would you make the poetess happier?

106 #hovolutolabicicletta

Una bicicletta color chamapagne
e lo sguardo fisso di chi guarda lontano.
Dio mi ha detto di sorpassarlo
per vedere cosa c’è oltre l’umano.

Ho alzato gli occhi al cielo, celeste
e altissimo, illuminato di bianco
bianchissimo. Pensavo alle foreste
mentre la strada saliva e io
cadevo.

Terra han toccato le mie ginocchia
e come in preghiera chiedevo alla pioggia
di confondersi ancora una volta
con le mie lacrime, con la mia torta
rotta prima di potersi donare
al potere temporale.

Solo una lupa si accorge di me,
lecca paziente graffi e ferite.
Dice la lupa di fidarmi di lei ma
mi sembra troppo addomesticata
per essere vera, per essere libera.
Mi guarda negli occhi, mi guarda
vicino, accende una luna
sull’orizzonte lontano e
capisco che la mia libertà
non finisce ma inizia
nelle sue verità.

Scenderò per molti colli, fino
alla fine del mio paradisiaco inferno
per riprendermi quello che là abbandonai:
la chiave del regno
reale.

Continuo a pedalare.


how would you make the poetess happier?

7 #semenze

I tarocchi parlan chiaro
a chi offre un cuore puro.
Dalla tasca della prostituta
è caduta una moneta.

I denari sulle carte
fanno posto a fiori e coppe
e i miei cuori, tutti e troppi,
come piume volan via
a trascriver la poesia
che mi libera dal bene
del voler, del guadagnare.

Dalle tasche dell’attore
cadon soldi e pietre scure.
Parlan chiaro anche i sogni
a chi rinuncia ai propri segni.

Sul quaderno le mie lettere
lascian spazio al mio silenzio
ma in una virgola tradisco
lo spaziotempo che ho nascosto.
Apro mille dimensioni al mese
e non conosco rimborsi spese
né saccheggerò il futuro
per un po’ di pane duro.
Il passato, lo ripasso
e ricopio su di un sasso
il sabbatico dissenso
del presente mio respiro:
sempre viva l’imperativo!


how would you make the poetess happier?

69 #ritornello #storico

Quando gennaio si colora
d’autunno, e non è gelido il cielo ma
camino acceso, è spesso un tramonto
ad ingannar il tempo.

Qualcosa è cambiato. Una ferita guarita
mi riporta al tempio che quell’anno crollò
e mentre sale la nebbia, come una pioggia
terrena, piove in me il ricordo della primavera.

La Luna è ferma sulla bilancia.

Chiamo per nome la mia Epifania, tre
giorni dopo il nostro nuovo accordo, e
con il nove sigillo la mia nuova passione:
la nebbia ha la forma del mio buonumore.

La Luna è ferma sulla bilancia.

Sciolgo i punti di un futuro già
incredibilmente lontano, leggo l’ora
sul campanile che indica il centro:
è notte e il mio cuore batte a ritmo di sogno.

La Luna è ferma sulla bilancia.

Respiro lenta, cambio senso e direzione,
volgo le spalle al presente ed è
blu il foglio su scrivo impaziente:
tramontate le stelle, cosa resta
a bloccare il destino?

Mi risponde il cielo con un filo dorato:
non c’è guadagno senza steccato.
Mi risponde il camino col suo fuoco tremante:
brucian in me le carte e le porte ma le spade,
le spade cambian soltanto i contorni.


how would you make the poetess happier?

5001 #carattere #mobile

Avevo un tesoro
e mi è stato rubato e adesso
voglio quel tesoro soltanto
che possa esser indossato.

Avevo un tesoro
nel remoto passato ma bastò
un attimo di raro disincanto
per vederlo per sempre sparito.

Avevo un tesoro nel mondo
che gira per farsi rotondo
andando a spirale verso il futuro
e basterà un attimo per averlo di nuovo
ma saprò io perdonarmi il momento
in cui rinunciai senza un lamento
alla mia libertà?

Vorrei poter dire di aver sofferto,
raccontarvi un dolore o una feroce passione
o almeno la perdita di energia e spazio e tempo
e invece non ho giustificazione:
come sempre in ritardo, come sempre
senza padrone arrivo fino alla fonte
per brindare alla vita che
mi vuole presente.

A che serve servire gli schiavi
lo scopriremo domani ma oggi
continuo a farmi coccolare
dal suono dolce delle monete di rame.


how would you make the poetess happier?