le vie infinite

Sarà stato un giovedì pomeriggio, in riva al fosso, quando Anselmo incontrò Germany, l’elefantessa madre dei tre elefantini del circo. Estraneo a sé stesso, non riconoscendosi nel proprio riflesso, Anselmo, come già Narciso, si tuffò incontro ad un destino mai scritto e, caduto nel corso del tempo, si lasciava portare …

il mio unico canto

Sempre proteggi, sempre incoraggia tutto quello ch’è già buono. Sempre incoraggia, sempre dai spazio al silenzio ch’è nel tuono. Sempre proteggi, sempre incoraggia tutto quello ch’è già suono. Sempre incoraggia, sempre dai tempo al rumore ch’è nel buono. Sempre incoraggia, sempre proteggi chi ha la voglia di cambiare. Sempre dai …

C’era una volta una parola rotta

Tra un palato troppo fine e la punta di una lingua ancora sconosciuta inciampò e, cadendo, esplose tutta, dalla radice alla fine del mondo. Qualcuno disse che fu per quello strano accento ma noi sappiamo bene che a minarla fu il tempo. Qualcuno provò a sistemarla aggiungendola, come una virgola, …

la storia di Fede e di Gaia

Correte bambine! Correte ragazzi! Venite ad ascoltare questa storia che la neve ha sussurrato fino al mare e poi nella notte è piovuta su di me – chissà perché! Correte! Portate a braccetto nonni, nonne e pupazzi! Venite qua a sentire la storia della notte in cui tutto cambiò – …

Pa Pa

oh, Padre! Dov’eri mentre mi davan tutte le risposte? Per tener i loro punti fermi ho perso i miei interrogativi e adesso che tu torni ho solo le mie mani nude, da offrirti. Perdonami, ti prego e dimmi come fare per restare sempre pronta ad accoglierti. Original English version here

quattro riti preparativi

Lo scoiattolo s’inchina. Il pettirosso si scombina. Vola in alto, la libellula. Sorridiamo, noi, ogni cellula. Ci travolge un fiume in piena. Nell’abbraccio del tramonto ripartiamo per il mondo a cercar la fantasia ch’è nascosta oltre la mia. Nella notte senza stelle, fredda e umida, ribolle la tua forza e …

alfabetizzazione multidimensionale

Andare a ballare. Cercare. Donare. Elettrizzare. Fantasticare e giocare. Hanno verbi felici i coraggiosi. Le mie mani, invece, nascondono immagini oniriche, e sperano di poterle un giorno – ma quando? – rendere vere. Sognano intanto trame diverse, una pazzia volontaria, una storia in una zattera libera sulle onde del mare.

Ma Ma

oh Mamma! corri qui e abbracciami! Non ti curare dei castelli di plastica che ho costruito mentre tu eri lontana. Il mio cuore ha già perdonato. Guardami. Ti prego, perdonami. Grazie. Original English version here

primaverile

Sui vetri batte batte la pioggia una musica senza parole e scrive di gocce una storia per chi non sa più ascoltare. Martina sorride, ringrazia il vento e le stelle per quel giorno stupendo in cui le piovve dal cielo l’Amore e aggiunge alla storia una lacrima essiccata al calore …