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Categoria: world poetry

it’s just spontaneuous and unexpected, as the world when it offers you, finally, all and everything.

loving atmosphere

mi fa male l’universo

quando ti bacio

il mondo inverte la sua rotta

it hurts

quando premo le mie labbra

sulle tue, quando

mi stringi tra le braccia

it hurts

e due secondi sono troppo

e guardo altrove

e t’amo, ti dico

per riprendere fiato

e ti cerco, con gli occhi

e vedo solo miliardi di rose

e più mi ami e più fa male

questo sapore

che mi distrugge. un universo rinasce

che non è più solo mio

it hurts

hai messo il sale? mi chiedi

non bolle ancora, baciami… sussurro e penso che

oh, damn

it hurts, it hurts, it hurts!

 

Göttingen. Could it be?

L’ultimo azzurro resiste, non cede ma insiste.
Qui, aspetto le stelle per saper se, domani,
sarà ancora luglio o se il tempo
mi si scioglierà tra le mani.

Stille. Ruhe. Guardo fuori ed è già
passato il presente: ich heiße die Nacht
jetzt herzlich willkommen. Some people
are loud, louder tones awaken me to jingle
and I do. Ecco, ho mescolato gli spazi
e chissà invece tu in che lingua pensi.

Mi guardi. Ti ricordi quella finestra
sul cielo veloce, e i nostri piccoli
baci in francese? Wieder Stille. Ruhe.
Die Zeit kam zu mir und sagte: tue
son le ore e tue le giornate, sii
felice del tintinnar delle fate anche tra
fronde metalliche attorno al cemento.

E vorrei baciarti e invece tu parli
e dici, dal nulla – però era bello
parlarsi in francese. E mi confondi
e allora non parlo ma penso allo
sforzo di chiedere scusa e no,
non è desolazione la nostra se noi
davvero sappiamo amare, non è
discolpa né giustificazione e
nemmeno un leggero – I’m sorry
o un impensabile dispiacere.

In che lingua penso quando penso
che t’amo? E in che lingua ascolti
la musica di un piano? Se il senso
del discorso è nello spostamento
Let us fall. Let us love. Let
this world be wonderful. Silenzio.