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Tag: acqua

spirale

persa

tra una nuvola blu e nera
e una porta
che non porta da nessuna parte
presi il sentiero di mezzo
fino al porto.

persa

tra una nuvola rosa e una porta
che non porta da nessuna parte
restai fissa a fissare la storia
e richiusi le carte.

persa

tra le nuvole chiare e la porta
nascosta
alzai gli occhi al cielo e
nel riflesso
vidi un mare blu aperto.

persa

tra l’entrata e l’uscita
sulla soglia
di una porta senza stanza
lucido la maniglia
e muro ogni speranza.

giro intorno al mio naso,
faccio crollare le stanze.

ora libera

tra nuvole e porti
sono un’onda nel mare
su fondale di rocce.

se ora piovo su di te

non le senti le gocce?

#100 scoprirsi

Tra i ricordi e le chiacchiere,
di cantiere in cantiere,
ci perdevamo tra tempi ancora da vivere
e le nuvole, rare, che portavan le ombre
sembravano perdersi, insieme a noi, tra le onde,
nel riflesso di un fosso mosso solo dal fango,
rispettando in silenzio tutto il grigio degli argini
più che cedendo al richiamo del mare.

Decidemmo di andare.

E tra i progetti e le chiacchiere,
di cantiere in cantiere,
cercammo le stelle, le nostre,
lontane.

Proviamo a restare
tra coccole e chiacchiere
ancora a guardare
il cielo che cambia, aspettando il momento
in cui sarà uno, uno soltanto, il tempo.

Piove?
O sono le lacrime a sciogliere il nodo,
a far scorrer via il fango, a lasciar che
sia questo, il presente che costruimmo tacendo?

Mi ricordo la polvere
sulle ali ferme
di un pappagallo caduto e salvato
e di altri cento mille progetti
che invece ho perduto.
Ma se tu
mi sorridi,
noi torniamo ad essere nudi
e quel che ora vedo
non è un sogno grande da fare e rifare
ma una piccola rondine
tra le pieghe del letto che non ci lascia dormire.

Suona qualcuno alla porta. C’è il Sole.

#6686 sogno infranto

Scaglie di vetro tra i miei vestiti
e un vecchio maglione
nero
con una macchia da dimenticare.

Ho aperto la porta al buio
e tra le stelle ho letto dei miti
senza morale.

Alla Vita inerte,
rugiada fragile nel mattino più forte,
guardo un agnello farsi lupo,
riscopro la brina del mio disordine.

Taglia la legna il coltello affilato
tra le fiamme di un vecchio falò,
profuma di bosco la nostra casa,
chiede un capretto una spina di rosa
e noi lo pungiamo, vuol dirci qualcosa.

Scorre il sangue come fiume in piena,
ulula Silenzio una nuova luna.
Mi spogliai di tutto
per indossar le pretese
di chi mi voleva cittadina felice
ma oggi rivesto
tutti quanti i miei mondi
e riconosco, nel vento,
quelle gocce e quei volti.

Vedo un angelo aiutare la lupa
nel dar alla luce due occhi chiusi
che forse domani vedranno nel bosco
il verde speranza e la primavera
di chi nell’inverno
non era in letargo.

Sono viva nel ricordo.
Ero viva anche nel sogno.