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Tag: amicizia

14 #calibrando

Ho piantato un albicocco,
ho sognato una mia amica,
ho scansato vecchia vita
e adesso son qui, sfinita.

Era bello il mio giardino
con i rovi e anche l’abete, vicino
all’inverno.
Non ho mai estirpato niente,
nel mio cuore trova un posto
tutta quanta la mia gente
e anche chi mai sarà mio,
nel giardino, trova spazio.
È infinito il paradiso
dell’amar profondamante
e se l’amor mi vuole inerme,
starò qui, nel mio silenzio,
a dar tempo al nostro
inferno.

Ho scalato l’albicocco,
da lontano ho visto un fiocco
e una mano salutare
chi è uguale.

E la mia bicicletta?
Non ha fretta, lei
mi aspetta
per portarmi a pedalare
in salita, fino al mare.


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13 #venerdì

La festa al mio villaggio
è il venerdì sera. Vieni
anche tu a decorarne i sentieri?

Oggi pomeriggio
con i bambini proveremo i colori
dei fiori perché quando
il fiume si è risvegliato
è uscito dal letto e ha tutto allagato
e l’incanto che eravamo si è tutto sbiadito.

Ci vedi? Siamo quasi trasparenti…
Ci senti? Abbiam voci come campanelli…

Ci hai portato le stoffe che avevamo chiesto?
Ci serve anche un cappello perché
quando piove e piangiamo vogliamo
che si distingua dal fiume
quel che noi siamo.

Le musiche saranno, come sempre,
improvvisate, e le danze, naturalmente,
le solite follie, le solite speranze
vorranno celebrare: che tutto sia
colore, che tutto sia pieno di magia.

E quando sarà sabato notte e
la festa ch’è nostra sarà finita, tu resta
a guardarci dormire nei nostri pigiami
con stelle fiorite a far da ricami
ai sogni in cui ancora crediamo.
Tu resta. Mentre il mondo oltre noi fa sua la tua festa,
tu prendi l’argilla, ancora una volta.
Ricominciamo da capo la storia?

Un principio sta rinascendo.
Il bianco si unisce al nero
e non è grigio quel che saremo,
ma arcobaleno.

Benedici questa unione. E sia
benedetta la nostra confusione
mentre tentiamo di godere
della vita che ci vogliam regalare.

Sia ricco il cielo, sia ricco il mare
e che esondi il fiume per venirci a trovare
quando, domenica, ci crederemo padroni
del villaggio e delle stagioni.

Amaci, come solo tu sai fare
e vesti, ti prego, le nostre fantasie
non più con foglie di fico
ma con quelle trame che noi stessi
ti abbiam mostrato.

Stasera, alla festa, puoi portare un’amica.
Potrete baciarvi. Sarà anche per voi una bella serata.

 

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