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Tag: casa

877722 #spaziare

Una casa ereditata
in cui non sono mai nata
e una filastrocca
ingarbugliata.

Una casa grande
con un libro e gli specchi
e una rima
visionaria e strampalata.

Una casa nuova, vecchia
di ricordi da strappare
per poter vedere
la città che mi aspetta.

Una casa vecchia, che si rinnova
tra immagini divine
e le mie cosmiche uova.

Una casa da scoprire.

Una vita da lasciare
a chi la vorrà leggere.

E tante piante da innaffiare.


how would you make the poetess happier?

punteruolo

Un punto si mise un giorno in cammino,
si vide segmento e si spaventò un pochino,
si dimenò allora e pianse ai quattro venti,
diventando poligono e mettendo i denti.

Andando poi a spasso in alto ed in basso
divenne solido come il Gran Sasso.
Facendosi però poi piccino piccino, riuscì
a tornare quel bellissimo puntino
ch’era prima di volersi avventurare
nella quarta dimensione della vita spirale.

Lasciò che il tempo lo attraversasse
e si tuffò nel brodo da cui nacque.
Così il punto tornò a casa,
dove l’amore rende viva ogni cosa.


how would you make the poetess happier?

conchiglia

Una conchiglia come casa
che ne dici Amore, la scegliamo rosa?

Una conchiglia da chiamar casa
ti piacerebbe Amore, se fosse rosa?

Una casa per fare una perla
per la gloria del mare e della vita che è bella
che sia rosa ma senza spine, che sia
ricca di sabbia a solleticar le ore
finché la perla non trovi il suo naturale colore:
grigia, nera, bianca purissima?

Una perla da regalare
mi piacerebbe, Amore, saperla fare
tra le onde che cantano il mare.

E come casa vorrei una conchiglia
– per farci l’amore, per fare una figlia.


how would you make the poetess happier?

23 #finestre

Da aprire e da chiudere, qualcosa
che si possa richiudere e riaprire
come una bocca, come una porta.

Ma il respiro no, è una finestra
sempre aperta sul mondo
che ci vuol mostrare
e il mostro ci vede tremare
ed è nostro
diritto fuggire: ma dove?

Nel cuore delle mie paure
ho trovato rifugio e la forza di andare
fuori a guardare ma ho sentito
bruciare il dito che puntavo
e l’ho tagliato
e ho segnato col rosso il mio nuovo confine:
nel cuore mio mi porto soltanto le rime.

Poi quel dito l’ho ripreso, ricucito
con un filo di seta verde chiarissimo
come le foglie nuove delle piante che crescono.
Inclino la testa, incomincio la danza
e guardo com’è bella questa Luna crescente
che illumina le scale tra le nostre stanze.

Mancan le rose sul tavolo, in cucina:
domani al mercato ne sceglierò una.


how would you make the poetess happier?

mamma mia!

Una gocciolina
d’acqua, piccina
si mise in cammino
di buona mattina,
quando ancora la stella
nel suo cielo più grande
non illuminava il sentiero del fante.

Un pensiero, nel frattempo,
annullò lo spazio e le si trovò accanto
e così i due, figli e fratelli,
solcaron i mondi in cerca di appigli
per poter tender e fissare una corda
che sostenesse una casa, una tenda
o per fermare per sempre nel cosmo
un punto che facesse loro da centro.

Arrivaron, in una sera d’autunno,
a quel che sembrava fine ed inizio
di un viaggio magnifico e meraviglioso
e l’acqua era bella, e il pensiero le fu sposo
per quell’idea matta come un solstizio,
come una veglia che cede al suo sogno
e poi, prendendosi le mani, si dissero:
questa è la casa che ci vedrà vivi.

E furono foglie, e furono zampe,
e furono mamme – mamma mia, quante!
e poi fu la guerra delle rivoluzioni
ma presto la luna illuminò i grandi cuori
degli ultimi cuccioli,
dei primi tesori
e la vita si vide
e respirò più forte
e annullò il tempo e annullò la morte.

Al risveglio fu bello
trovarsi vicini,
miliardi di stelle come cuscini.

È bello, al risveglio,
sapersi vicini, sentire la vita
spostare i confini,
vedere i cuccioli diventare divini,
aprire la porta e trovar la città.


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oblò

Non mi ricordo, la sera
in cui sei nato, com’era
il cielo e di che colore era
il muro su cui tramontava
la luce mentre tuo padre guardava
me ridere e piangere, e dormire.

Mentre il tuo papà ci guardava
vivere, non mi ricordo il calore dell’aria
e non mi ricordo più quella storia
che da piccola mi metteva paura.

Ma mi ricordo l’oblò
da cui entrava l’alba e so
che può far male la pace e se
ti guardo crescere è perché
quando ti prendo per mano
sei tu a far rivivere me
nei tuoi salti sempre più lunghi e
nel coraggio di piangere tra i miei capelli
mamma sei bella, dici sorridendo
e io inciampo nella voglia di piacerti
e ritorno a quella sera
in cui a nascere ero io
e il tuo papà chissà dov’era
e chissà che musiche suonava
tra le stelle della mia prima cena.

Ti rimbocco le coperte, qui
stasera, nella casa che è nostra,
e intanto invento un racconto
in cui anche chi semina il vento
vivrà per sempre felice e contento.


how would you make the poetess happier?

Martin

To get lost on the way home,
to believe, to call by Name,
to be lieve, come neve,
per nasconder vecchie strade,
per rinascere d’estate
nelle granite colorate
e nelle musiche mai stanche
di celebrar le nostre forme.

Then to find you and fall in love,
to live in our brand new universe
where everything is everywhere moving
verso l’Uno che s’era perso.

To celebrate, to keep sharing
a space che chiamiamo casa
e per cosa? Tu spegni le luci
che io dimentico accese e nel buio mi dici
che the time has come, this time is just fine.


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un papà, una festa

Questi versi sono parte della raccolta
RICORDI NELL’ETERNA ETÀ, pubblicata nel 2018
in collaborazione con la rivista di poesia Contemporaneamente Versi.


Brillavano le stelle
tra le foglie e la rugiada,
o forse eran farfalle,
forse fate, forse nulla
c’era ma davvero non ricordo
altro che il porto
e le barche e la tua voglia
di regalarmi il mondo,
lì al lago, e la vergogna
per la melma che
ne ricopre il fondo.

Quest’anno l’acqua è limpida
e vedo i pesciolini giocare
a chi mangia di più.
Aspettando la primavera
come sempre mi meraviglio
della pioggia e del vento
e del tuo metterti alla prova
pur di restarmi accanto.

Sei silenzioso, anche se parli tanto.
Diamo il pane di ieri alle papere
e i pesci ne aspettano i resti.
Non mi fai mai domande.

Vola un gabbiano, torna un fagiano.
Tutto è grigio. Pedalando torniamo
in collina dal sole. Canta il cuculo,
profuma il giardino di mimose e di viole.

Si scosta una tenda:
è già pronto in tavola.


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2 #aldilà

i miei libri li ho bruciati
i libri miei li ho fatti fiamme

i miei vestiti li abbino ai gioielli
gioielli miei, regali e capricci

la mia casa è il luogo che curo
e la mia stanza un rifugio sicuro

mi cibo di piante e dei tuoi baci
se scrivo di te è perché mi piaci


how would you make the poetess happier?