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Tag: coraggio

Lang lebe der Teddy!

Il coraggio di lasciarti andare
l’ho trovato nella voglia di mare.

Salty waters, saltier than tears
wiped away all my fears, healed
my chilhood dreams and still
I’m the one who stares at the stars
while you only want to cuddle
tra un abbraccio troppo stretto
e un letto disfatto. Come and swim!
ti urlo dal largo e poi Go and win!

Tra le coperte ti sei perso nel sogno
che era il nostro disegno, così ti insegno
che new childhood memories come true
when you learn how to feel in the blue.

Mi tuffo. Was ist das? Si è aperta
una finestra ferita sul fondale più buio
ma non muoio and you appear.

Wer bist du? Was sind wir
hier zusammen? Respiri.
Die Stunden werden zu unseren Räumen.


how would you make the poetess happier?

un viaggio intergenerazionale

Guglielmino era un pupazzo
che viaggiava sopra un razzo
Dove vai? lui ti chiedeva
e ti pagava anche la cena
prima di farti accomodare:
sedile giallo con vista sul mare.
Preso il comando lui poi sfrecciava
in un baleno da qui a Giava.
Come compenso chiedeva un abbraccio
e ripartiva felice sul razzo.

Oggi Guglielmo è grande e ha famiglia,
un pupazzetto che se ha fame strilla
e in tanti vanno a portargli per cena
leccornie da Giava, ma lui si dà pena
vuol ripartire, conoscere Marte
insegnar ai Marziani a giocare alle carte.
Il pupazzetto, crescendo, però
non strilla più e si affaccia all’oblò
guarda la Terra ed il suo papà,
sorride alla mamma, e su Marte lui va.

Guglielmino senza razzo
sogna Marte e pensa spesso
al pupazzetto che tutto solo
è partito con il razzo, al volo.
Ma lui torna presto, con un Marzianino
che strilla per fame e per gioco perfino!
E Nonno Guglielmo ora sa cosa fare:
li fa sedere con vista sul mare
e parte veloce alla volta di Giove
dove c’è gioia e la luce si muove.

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8 #infinite #rivolte

Alla ricerca dell’editore partii
presto, poche le ore, e capii
tardi, con gran dolore, che
cercavo un motivo, un perché
o un magari, un forse, un domani

o qualcuno che trovi il senso che
in me è vivo e scalpitante e
chiede giustizia, giustezza vibrante,
per manifestare dell’esistente
la volontà di essere niente
e di essere tutto al tempo stesso,
di fare l’amore senza permesso

e rubare in un fiore tutti i profumi,
sporcarsi di frutta e annebbiarsi
tra i fumi estatici di fogli sparsi
bruciati per caso, per la fortuna.
Un calice acido a salutar la luna.

Così tornai, svelta sui miei passi,
senza parole né storie, ma sassi
nelle mie tasche a tenermi a terra
rivolta ad oriente, pronta alla guerra,
forte dei sogni nella notte amica.

Al sorger del sole mi vidi poi nuda,
di nuovo piccola, di nuovo cocciuta,
ma sui cocci rotti del mio cuore infranto
ripresi a scrivere tra i sussulti del pianto
e furon poesie, come fiori di campo,
a dare un senso a quel cielo sereno
e al vento e alla pioggia e all’arcobaleno.

Dopo il tramonto recitai la mia parte.
Sì, ero confusa, ma giocai le mie carte.
Coi sassi e coi cocci ora pieni di miti,
di storie e leggende di mondi infiniti
che speravo potessero essere graditi,
bussai a mille porte e subito scappai
guardando occidente, pensando ai miei guai.

Cercando fortuna arrivai alla fine
del mondo e del cosmo e delle latrine,
insomma al mare dove tutto ebbe inizio
e sullo scoglio nell’onda continuò così
la vita sospesa tra la notte ed il dì.

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17 #crocevia

La vetta era vicina, nessuna civetta.
La valle l’avevo alle spalle, sulla pelle
soltanto il bagliore della gioia infinita
della corsa in salita, quasi finita.

Una cerva aspettava me, bianca di luna
tra la nebbia e la neve, sotto i pini.
Una cerva bianca mi chiamava là in cima
per mostrarmi la vita, l’altro lato, i confini
oltre i quali avrei potuto viaggiare
e mi son lasciata incantare e mentre
guardavo, scorgevo, pensavo, lei già
spariva e lasciava la nebbia
a confondermi i passi, a nascondere
i sassi che mi han fatto inciampare.
Nella mia valle, mi aspettava un maiale.

Se resto mi perdo, mi dico convinta,
la meraviglia del viaggio. Il mare
non è nella conchiglia. Una nave
in una bottiglia, sul davanzale, e
una palla di neve di Natale son
tutto quel che mi rimane ma
oltre il vetro, la pioggia danza.


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