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Tag: cuore

E ah! Oh MY

e sto dalla vostra parte, sempre.

e resto in me, ho imparato
a fare i conti con l’infinito
a sé stesso elevato.

oh! c’est quoi une différence
pour un cœur qui tombe sur l’amour même?

e tutte le catene, rotte.

e un fiume che scorre, anche di notte
tra le realtà e il sogno che mai smette
di pulsare, tutto dona, niente promette.

oh! c’est quoi l’amour
pour un cœur qui encore l’apprend?

my lover, on est on tour.


how would you make the poetess happier?

14 #calibrando

Ho piantato un albicocco,
ho sognato una mia amica,
ho scansato vecchia vita
e adesso son qui, sfinita.

Era bello il mio giardino
con i rovi e anche l’abete, vicino
all’inverno.
Non ho mai estirpato niente,
nel mio cuore trova un posto
tutta quanta la mia gente
e anche chi mai sarà mio,
nel giardino, trova spazio.
È infinito il paradiso
dell’amar profondamante
e se l’amor mi vuole inerme,
starò qui, nel mio silenzio,
a dar tempo al nostro
inferno.

Ho scalato l’albicocco,
da lontano ho visto un fiocco
e una mano salutare
chi è uguale.

E la mia bicicletta?
Non ha fretta, lei
mi aspetta
per portarmi a pedalare
in salita, fino al mare.


how would you make the poetess happier?

Valentine

for roses are red,
red is the ink con cui scrivo a te,
heartbeat on paper che
prende vita sotto le mie dita
come fa il tuo profumo
con me.

for violets can be red, too
red are my thoughts when I’m thinking of you,
rivers of blood flowing and painting
i miei desideri, quelli più lenti,
pazienti e sicuri come la morte nel mare,
come le onde che sanno cullare.


how would you make the poetess happier?

spezzata

Questa poesia fa parte della raccolta
RICORDI NELL’ETERNA ETÀ, pubblicata su Amazon
in collaborazione con la rivista di poesia Contemporaneamente Versi.

dedicata a quella morbidissima foca grigia
che si è lasciata infinitamente coccolare
dalle mie manine di bimba, nei giorni
e nelle notti della mia eterna età.


Pensierino della sera
fammi trovare la mia vena,
che riporta al cuore del cosmo infinito,
tutto l’amore che ho patito.

Pensierino della notte
riporta indietro la mia arte
al cospetto dell’infinito, nel cosmo
eterno e mai uguale
che dei miei giorni e dei miei sogni
faccia il totale.

Pensierino per le stelle,
compreso il sole e le scintille,
chiedi al cuore se può, per favore,
dare più amore. Più amore
per ascoltare tutte le mie ore.


how would you make the poetess happier?

23 #finestre

Da aprire e da chiudere, qualcosa
che si possa richiudere e riaprire
come una bocca, come una porta.

Ma il respiro no, è una finestra
sempre aperta sul mondo
che ci vuol mostrare
e il mostro ci vede tremare
ed è nostro
diritto fuggire: ma dove?

Nel cuore delle mie paure
ho trovato rifugio e la forza di andare
fuori a guardare ma ho sentito
bruciare il dito che puntavo
e l’ho tagliato
e ho segnato col rosso il mio nuovo confine:
nel cuore mio mi porto soltanto le rime.

Poi quel dito l’ho ripreso, ricucito
con un filo di seta verde chiarissimo
come le foglie nuove delle piante che crescono.
Inclino la testa, incomincio la danza
e guardo com’è bella questa Luna crescente
che illumina le scale tra le nostre stanze.

Mancan le rose sul tavolo, in cucina:
domani al mercato ne sceglierò una.


how would you make the poetess happier?

mamma mia!

Una gocciolina
d’acqua, piccina
si mise in cammino
di buona mattina,
quando ancora la stella
nel suo cielo più grande
non illuminava il sentiero del fante.

Un pensiero, nel frattempo,
annullò lo spazio e le si trovò accanto
e così i due, figli e fratelli,
solcaron i mondi in cerca di appigli
per poter tender e fissare una corda
che sostenesse una casa, una tenda
o per fermare per sempre nel cosmo
un punto che facesse loro da centro.

Arrivaron, in una sera d’autunno,
a quel che sembrava fine ed inizio
di un viaggio magnifico e meraviglioso
e l’acqua era bella, e il pensiero le fu sposo
per quell’idea matta come un solstizio,
come una veglia che cede al suo sogno
e poi, prendendosi le mani, si dissero:
questa è la casa che ci vedrà vivi.

E furono foglie, e furono zampe,
e furono mamme – mamma mia, quante!
e poi fu la guerra delle rivoluzioni
ma presto la luna illuminò i grandi cuori
degli ultimi cuccioli,
dei primi tesori
e la vita si vide
e respirò più forte
e annullò il tempo e annullò la morte.

Al risveglio fu bello
trovarsi vicini,
miliardi di stelle come cuscini.

È bello, al risveglio,
sapersi vicini, sentire la vita
spostare i confini,
vedere i cuccioli diventare divini,
aprire la porta e trovar la città.


how would you make the poetess happier?