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Tag: dressup

Hello weaning!

Nei panni dei mostri. It’s funny how
right we can feel when we are left alone
with the terror of being just another one.

Da cosa mi vesto? Forse da zombie? Ma
fa così anni ottanta, è così démodé
la bruttezza. Stan tornando gli anni venti!
On va faire la fête! On va être
pure élégance. Quasi quasi mi vesto
da Fata Turchina, per spaventar chi
non vuol diventare vero. Però
nell’armadio ho il costume di ieri
e forse mi travesto così: das beste Bild
von gestern, das nicht verschwinden will.

Habt ihr schon eure schönere Ängste bereit?
Suonerò il campanello e svestirò i miei panni
per sedurre chi vorrà risorger, come stelle.

Oh! How lovely can we be, when we
are just as we are, ready to be treated,
and treat!


how would you make the poetess happier?

15 #nutrimento

A modo mio, ho imparato a friggere i pomodori verdi
e le occasioni acerbe, allo stesso modo le colsi,
inebriandole di parole frizzanti e qualche stellina
di pane, di quel pane raffermo che non placa la fame
né la sete di gloria. E ho perso il senso della storia.

Indosso un mantello di pelli di falco,
sogno ancora sudando quel fungo marcio
che distratta mangiai quella mattina
tra i boschi brulli e la riva del fiume.

Maturazione perfetta. Chiede molta attenzione
la natura e mi manda una Luna a cui ululare
il dolore dello speziale, che ancora una volta
ha aspettato troppo pur di condire col suo sapere
i salmoni vecchi che non risalgon le ore.

Ma è finito il tempo in cui andavo a caccia
e la Natura riprende la sua luna e sboccia
subito un fior di rugiada là dove prima era solo strada.
Nelle lacrime mi specchio e non aspetto:
nutro l’attesa con il mio colore e con il sogno
di affondare il naso tra profumi maturi
e già chiamo gli amici più lontani perché
arrivino in tempo per assaggiar il mango.


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the daughter (a second experiment)

How comes that the three
becomes a full four? How does
the added one get the floor?

And if it is me
that wants to be three, how
do I get back home?

But since it is you
out there in the blue
wearing a suit and trying to
spring, I’m going to stay.

We will dance forever and ever
till the end of the last day
just as two lovers, just as you say.


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invito a nozze

Al mio funerale
vestirò di bianco.

Ci sarà un’arpa e
un coro sbilenco
canterà le mie rime,
spogliando le rose,
sfogliando le spine,
per gettarle in pasto al fiume
insieme con le piume ormai distrutte
che furon le mie penne
e che quel mattino torneran tra le stelle.

Sarà mattina, sarà celeste il cielo,
sarà vestita di primavera la terra,
sarà una festa a togliermi il velo.

Ci sarà un’arpa
e ci sarà l’arcobaleno,
e ci sarà anche un orizzonte calmo sul mare
al mio funerale.


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fall in love

TOC TOC my lover, are you ready? Are
you already wearing some brand new eyes?

TIC TAC yes. You’re coming. Ich glaube
an Gott nicht, ich weiß, dass du Gott bist.
Ich weiß, wenn DU dich selbst verwandelst,
was du meinst mit deinen blinden Augen.

E quando giochi CRIP CRAP CROP UH
all’autunno anche l’autunno gioca
e gioca ad essere estate e ragala
delle giornate vestite d’azzurro
come un principe senza cavallo,
e allora gioco anche io e le nuvole,
che non trovo nel cielo, io vado
a cercarle in un vecchio racconto.

Why are you still staring at the door,
my darling? May I introduce you to
what matters? Nel racconto si parla
di te, di quando eri ancora
soltanto un’idea, e ora che la nuvola
è già rosa di tramonto, e adesso
che la sera arrossisce per far posto
a noi due, vieni! Oltre la porta
il mondo dei sogni ci aspetta
per segnar una nuova rivoluzione
come fa ogni anno la Terra, col Sole.

Wir werden gefangen. There is something
special about us, you know? When we sing
together we are more than just music, more
than a word, even more than a WONDER OH
OH Ja. DU weißt ja, dass wir existieren
zusammen. Spogliami, e vestimi di te e
poi regalami le stelle più belle che hai.

Wir werden gefangen. E finalmente TU
ti liberi AH! DU Schöpfer, DU.
JA Geist, DU. Wir: Menschlichkeit.


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13 #venerdì

La festa al mio villaggio
è il venerdì sera. Vieni
anche tu a decorarne i sentieri?

Oggi pomeriggio
con i bambini proveremo i colori
dei fiori perché quando
il fiume si è risvegliato
è uscito dal letto e ha tutto allagato
e l’incanto che eravamo si è tutto sbiadito.

Ci vedi? Siamo quasi trasparenti…
Ci senti? Abbiam voci come campanelli…

Ci hai portato le stoffe che avevamo chiesto?
Ci serve anche un cappello perché
quando piove e piangiamo vogliamo
che si distingua dal fiume
quel che noi siamo.

Le musiche saranno, come sempre,
improvvisate, e le danze, naturalmente,
le solite follie, le solite speranze
vorranno celebrare: che tutto sia
colore, che tutto sia pieno di magia.

E quando sarà sabato notte e
la festa ch’è nostra sarà finita, tu resta
a guardarci dormire nei nostri pigiami
con stelle fiorite a far da ricami
ai sogni in cui ancora crediamo.
Tu resta. Mentre il mondo oltre noi fa sua la tua festa,
tu prendi l’argilla, ancora una volta.
Ricominciamo da capo la storia?

Un principio sta rinascendo.
Il bianco si unisce al nero
e non è grigio quel che saremo,
ma arcobaleno.

Benedici questa unione. E sia
benedetta la nostra confusione
mentre tentiamo di godere
della vita che ci vogliam regalare.

Sia ricco il cielo, sia ricco il mare
e che esondi il fiume per venirci a trovare
quando, domenica, ci crederemo padroni
del villaggio e delle stagioni.

Amaci, come solo tu sai fare
e vesti, ti prego, le nostre fantasie
non più con foglie di fico
ma con quelle trame che noi stessi
ti abbiam mostrato.

Stasera, alla festa, puoi portare un’amica.
Potrete baciarvi. Sarà anche per voi una bella serata.

 

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41 #volta #celeste

Non può essere un cuore in tempesta
al centro del mio vagabondare.
Il coniglio nel sogno
aveva gambe di vitello
e la sua pelle era nuda,
era pelle d’agnello.

La pelliccia che ora indosso
è morbida, barba posticcia
d’un travestimento che svesto
per lasciarmi baciare dal Sole.
Mie son le ore, mie le mie mani.

Domani riparto. Al centro del viaggio
sarà il mio ombelico, punto fermo
nell’universo che gira in tondo,
e sogni spiegati saran le mie vele
e bianche farfalle mi faranno da guida
fino alla Terra nuova, fino alla nuova Luna.

Mi vesto di rosa.
Orecchini di giada.
Alla cintura ho una spada
in lega segreta di inchiostri e di carte.

Per ogni Luna che muore, per ogni Stella che nasce,
c’è una parola che unisce:

questa volta è una volta celeste.


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unico amor

Mit dem Rücken zur Wand
sitzen wir im Schneidersitz
e tagliamo. DA dadamda dand DanDA
canticchiamo. E tagliamo: TZICK!

Tagliamo a strisce sottili sottili

vergangene Ideen, vergangene Typen.
Con le spalle al muro non abbiam di meglio da fare
so schmieden wir uns doch goldene Haare.

Wooosch. ASüüy. Tstsy. Fitzzahhh
sospiriam e chiediam aiuto
to the uncountable winds !?

Respiriamo. Tossiamo. Ci spostiamo
and now the winds are not far. We do
hear them approaching, we swear
we’ll be good workers and they,
they turn back to the dark.

But we’re Gold! He Y! Y OU!
we yell and turn to the dark, too.
Ricuciamo, ora, si lavora bene quando
non badiam alle catene, e cantiamo
Ton DO Ton DO DO AHAAHRGH Ah
ci spaventiamo, poi riprendiamo.

E tagliamo ZAC e cuciamo vvvahi KI
e ridiamo se ridon gli specchi
e se non ridono, sorridiam noi a loro
und unsere Stoffe werden
zur allerbesten Freunden.

Non son ricordi quel che indossiamo,
non è abito ma costume di scena
e non è per coprirti se rinuncio a esser nuda.

Im Schneidersitz sitzen wir jetzt
hier an einem Tisch, ohne Beine wie ich.
Ma con gli occhi già guardo lontano
FSHhh the winds are coming closer
and my gold is getting lighter
for the day I say YO AMO.

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tubino

Accendo una candela.
In penombra metto a fuoco il nodo
che blocca la trama
e la fa sembrare una linea
là dove invece tessevo la liana.

Chiudo gli occhi
e sogno un ago che mi punge
ma invece del sangue
sgorga un filo di lana, rosso:
come tutti, faccio quel che posso
e imbastisco, e provo e riprovo finché riesco
ad essere a misura
della mia fantasia più sincera.

Si è spenta la candela.
È una mattina coi fiocchi
e io ricamo la mia fantasia
mentre si avvera.


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