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Tag: fantasia

liberatoria

Non chiedo permesso, signor Rodari:
l’ispirazione mi ha preso le mani!

Le rendo grazie, signor Gianni,
per avermi allietata per anni ed anni!

Chiedo scusa ai grandi poeti,
ai filosofi, a cantautori ed asceti,
ma sono sicura al cento per cento
che ogni bambino sarebbe contento
se tutti provassimo ogni mattina
a lavare i denti facendo una rima.

Non parlo di guerre, ché non è stagione,
ma insisto e ripeto che hanno ragione
quei matti convinti che chi vuole per sé
non sa che di abbracci per tutti ce n’è.

E chiedo venia, per cortesia,
a tutti quelli che non han fantasia.
Scrivo per gioco, per necessità,
vi garantisco che male non fa.
Sogno ogni giorno un mondo cambiato
in cui donarsi non è mai reato.
Sogno di notte fate e folletti
che aiutino tutti nei propri progetti.

Scrivete, bambini! Non temiate il plagio!
Copiate, copiate e diffondete il messaggio
che le rime faran la rivoluzione
come ogni anno la Terra col Sole!


how would you make the poetess happier?

0 #fantasie

Mi faccio in quattro per te.
Oh JE, oh JE.

Provo a darti numeri più grandi
per mostrarti l’infinito ma è
una lettera quel che quadra il cerchio e
da quando canto ho capito che
misurare lo zero è fondamentale
per oltrepassare il soprannaturale e
im Leerraum reise ich
weder für mich noch für dich
weder mit dir noch mit mir

ma l’infinito l’ho trovato
non viaggiando né nel vuoto
né tra numeri immaginari, spettacolari
o complessi, né separando i dispari dai pari
né dividendo i mezzi in quarti
perché wenn ich reise bin ich
reines Wunder, wie

eine reine Fantasie.

Komm mit. Ti porto a vedere
dove e come si scompare: gib
mir deine Hand. Ich gebe dir

quattro venti et un morceau de pain.

Oh JE, oh JE, mi son scordata che
io ero te.


how would you make the poetess happier?

tubino

Accendo una candela.
In penombra metto a fuoco il nodo
che blocca la trama
e la fa sembrare una linea
là dove invece tessevo la liana.

Chiudo gli occhi
e sogno un ago che mi punge
ma invece del sangue
sgorga un filo di lana, rosso:
come tutti, faccio quel che posso
e imbastisco, e provo e riprovo finché riesco
ad essere a misura
della mia fantasia più sincera.

Si è spenta la candela.
È una mattina coi fiocchi
e io ricamo la mia fantasia
mentre si avvera.


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ehy! AH!

The mirror got broken last night
so I’m getting dressed without even seeing my smile
but since I know how I feel by closing my eyes
I’ll be wearing something purely white
and be a bride.

Ieri sera ho slacciato il tubino nero
da sola, lanciato i tacchi contro il muro.
Stamattina mi sono tagliata la pianta del piede
destro e con il sinistro macchiato di rosso
ho fatto un passo lungo verso il cerotto.

I cannot call the doctor, my doctor is you.
Je voudrait appeler ma sœur
mais je suis tout seule.

Il lenzuolo è rimasto pulito, mi avvolgo
nel bianco e mi trucco di rosso e oro
e poi esco. Mi adoro quando riesco
a trasformare un fiasco in un’idea
so rufe ich meine Freundin an, sie ist Fotografin.

Kunst ist das, heilende Wirkung hat es
und wir, wir sind die, die Alles euch schenken.
Nichts zu danken, aber bitte am Ende
des Tages lassen Sie uns doch ein Wort zum Schminken.

Un mot, c’est tout pour une épouse. OUI
on croit que ça va changer notre monde mais
NO! est ce qu’on dit en rond.

I may call the doctor now, ask for a new blue dress
and hope you get what I’m trying to say with this:
die Kraft meines besten NEIN gebärt mein JA JA für dich
und ich? Am I a bride or just an artist?

Je ne comprende rien
de ce monde qu’on appelle réel,
pas plus qu’une fleur dans une vitrine.
Je sais que j’adore la pluie. I’ve been
standing in the wind, like a tree,
like a fantasy on the edge of a dream
and now I call myself
by the names I find on the shelves.

Oder? NO NO n’est pas encore temps d’écrire…
Lasciatemi essere sposa, solo per oggi,
solo il tempo di una rosa voglio rubare.
I’ll be never yours anyway, for I am my very and only
Sì and this is what I will give: my unrestrained melody.


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9 #turchese

Nella foresta dei sogni miei
ci sono io e tu non ci sei.
Ci sono maestri, mastri e viandanti
ci son le fate e addirittura i santi
e ci sono rose, edera e faggi
e i passaggi segreti dei sette saggi
che non furono re, non furon regine,
nemmeno draghi o principessine,
che furono allora e fuggiron lontano
a cercar te, mio principe amaro,
mio scoglio, mia riva, mio argine dolce,
che accompagni i miei passi pieni di forse
e mi riporti indietro su su nella torre
del mio castello di roccia e di pane,
e poi giù al fiume che al mare scorre,
sempre leggero, con la tua spada di rame
che tutto unisce e sembra tagliare,
che sembra brillare alla luce del giorno
ma è nella notte che segna il ritorno
del principe amaro dal dolce cuore
e della sua principessa, senza nome.

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8 #infinite #rivolte

Alla ricerca dell’editore partii
presto, poche le ore, e capii
tardi, con gran dolore, che
cercavo un motivo, un perché
o un magari, un forse, un domani

o qualcuno che trovi il senso che
in me è vivo e scalpitante e
chiede giustizia, giustezza vibrante,
per manifestare dell’esistente
la volontà di essere niente
e di essere tutto al tempo stesso,
di fare l’amore senza permesso

e rubare in un fiore tutti i profumi,
sporcarsi di frutta e annebbiarsi
tra i fumi estatici di fogli sparsi
bruciati per caso, per la fortuna.
Un calice acido a salutar la luna.

Così tornai, svelta sui miei passi,
senza parole né storie, ma sassi
nelle mie tasche a tenermi a terra
rivolta ad oriente, pronta alla guerra,
forte dei sogni nella notte amica.

Al sorger del sole mi vidi poi nuda,
di nuovo piccola, di nuovo cocciuta,
ma sui cocci rotti del mio cuore infranto
ripresi a scrivere tra i sussulti del pianto
e furon poesie, come fiori di campo,
a dare un senso a quel cielo sereno
e al vento e alla pioggia e all’arcobaleno.

Dopo il tramonto recitai la mia parte.
Sì, ero confusa, ma giocai le mie carte.
Coi sassi e coi cocci ora pieni di miti,
di storie e leggende di mondi infiniti
che speravo potessero essere graditi,
bussai a mille porte e subito scappai
guardando occidente, pensando ai miei guai.

Cercando fortuna arrivai alla fine
del mondo e del cosmo e delle latrine,
insomma al mare dove tutto ebbe inizio
e sullo scoglio nell’onda continuò così
la vita sospesa tra la notte ed il dì.

how would you make the poetess happier?

amare al mare

Principessa, solo per te,
si chiuda il sipario su quel che c’è.

Chiudi gli occhi. La senti
già la sabbia sotto i piedi?
Senti il vento, t’accarezza,
ti porta il profumo del mare.

Benvenuta nella realtà virtuale.

E adesso sogna, sogna in grande,
una nave che salpa e parte
per il mondo che non c’è.
Apri gli occhi, siamo in due.
Stringimi le mani, io stringo le tue.


how would you make the poetess happier?