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Tag: giardino

14 #calibrando

Ho piantato un albicocco,
ho sognato una mia amica,
ho scansato vecchia vita
e adesso son qui, sfinita.

Era bello il mio giardino
con i rovi e anche l’abete, vicino
all’inverno.
Non ho mai estirpato niente,
nel mio cuore trova un posto
tutta quanta la mia gente
e anche chi mai sarà mio,
nel giardino, trova spazio.
È infinito il paradiso
dell’amar profondamante
e se l’amor mi vuole inerme,
starò qui, nel mio silenzio,
a dar tempo al nostro
inferno.

Ho scalato l’albicocco,
da lontano ho visto un fiocco
e una mano salutare
chi è uguale.

E la mia bicicletta?
Non ha fretta, lei
mi aspetta
per portarmi a pedalare
in salita, fino al mare.


how would you make the poetess happier?

cilindro

T’amavo a piedi nudi sulla neve
e poi per i prati fioriti e
tu mi amavi come una scoperta
che ti riportava al senso del primo
dissentire. Ed era semplice così,
amando, disertare il tempo per
abbracciar l’infinito. Al dito
non portavamo anelli. Una collana
di perle di lago, un cappello da mago,
tra l’oro sottile dei tuoi grandi quadri
e le mie righe spesse, prendevano vita.
Nostro figlio ballava e si divertiva
con le finestre che restavano aperte
per la libellula che arriverà.

Noi stavamo a guardare, qua.

E adesso che t’amo oltre ogni infinito,
adesso che portiam un anello al dito,
ancora restiamo a guardare
una pancia che cresce, una libellula.

Ma già domani, con la mia bicicletta,
ti porterò là dove il tempo non aspetta
e semineremo non perle ma i semi
che la vita ci ha portato in dono
nella promessa del nostro giradino.


how would you make the poetess happier?

maintenant

Komm, wir gehen jetzt heim. You say
and I follow you, and I fall on the way
again and again in love with your eye.

Ero piccola, ma vi seguivo e
seguendovi spostavo orizzonti e confini.
Mi offrite, ora come allora, té nero bollente
– lave de volcan, lave rouge de noir vivant
and I taste something new for me
and I discover that indeed
the whole wholiness is my very cup of tea.

Kommst du mit? Wir fahren heim. You tell
wonderful stories and my fantasies learn
how to bravely ride the unknown. I burn
– sous un nouveau jour, sous une vieille ville
e riscopro i resti delle vite passate
prima di me, cambio colore a quel muro e
apro una nuova finestra
che lasci entrare gli odori delle cucine lontane
per ricordarmi di coltivare
le verdure che a noi piace mangiar.

Im Garten wächst einen Garten, der
sieht genauso aus wie uns: der
kennt keine Grenzen und doch
sucht sich einen Kontrast aus.

Komm! Mi dice una voce che devo restare
per colorar i cieli ed il fondo del mare. E
sto imparando a tornare, a seguir la vocina
che mi offre in tazza grande una storia inventata
e con occhietti vispi ti vede e ti chiama
papà, komm! Wir bauen ein Heim.


how would you make the poetess happier?

58 #pepite #dorate

Sul sagrato

ho bevuto champagne ieri sera.
La bicicletta che mi aspetta in cortile
è dello stesso colore del sogno che
mi vuole portare più in alto. Svengo.

Ho finito il caffè stamattina, da sola.
Le nuvole cambiano forma e la luce
che filtra tra le crepe del cielo mi dice
ch’è vero: non siamo un campo incolto.

Un grifone mi guarda dall’alto, chiede
se conosco chi non ha nome. Siede
sui gradini un suonatore di sassi e
conta i passi di chi non lo vede. Sorride.
Sorrido anche io. Guardo il fiore che,
nel freddo di un settembre invernale,
nel buio del giardino, sboccia. Sorridi
anche tu e io mi giro per cercare le ore
d’attesa e non trovo più tempo né tempio.

Nell’abbraccio mi sciolgo.

Risorgo?


how would you make the poetess happier?