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Tag: heim

punteruolo

Un punto si mise un giorno in cammino,
si vide segmento e si spaventò un pochino,
si dimenò allora e pianse ai quattro venti,
diventando poligono e mettendo i denti.

Andando poi a spasso in alto ed in basso
divenne solido come il Gran Sasso.
Facendosi però poi piccino piccino, riuscì
a tornare quel bellissimo puntino
ch’era prima di volersi avventurare
nella quarta dimensione della vita spirale.

Lasciò che il tempo lo attraversasse
e si tuffò nel brodo da cui nacque.
Così il punto tornò a casa,
dove l’amore rende viva ogni cosa.


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conchiglia

Una conchiglia come casa
che ne dici Amore, la scegliamo rosa?

Una conchiglia da chiamar casa
ti piacerebbe Amore, se fosse rosa?

Una casa per fare una perla
per la gloria del mare e della vita che è bella
che sia rosa ma senza spine, che sia
ricca di sabbia a solleticar le ore
finché la perla non trovi il suo naturale colore:
grigia, nera, bianca purissima?

Una perla da regalare
mi piacerebbe, Amore, saperla fare
tra le onde che cantano il mare.

E come casa vorrei una conchiglia
– per farci l’amore, per fare una figlia.


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23 #finestre

Da aprire e da chiudere, qualcosa
che si possa richiudere e riaprire
come una bocca, come una porta.

Ma il respiro no, è una finestra
sempre aperta sul mondo
che ci vuol mostrare
e il mostro ci vede tremare
ed è nostro
diritto fuggire: ma dove?

Nel cuore delle mie paure
ho trovato rifugio e la forza di andare
fuori a guardare ma ho sentito
bruciare il dito che puntavo
e l’ho tagliato
e ho segnato col rosso il mio nuovo confine:
nel cuore mio mi porto soltanto le rime.

Poi quel dito l’ho ripreso, ricucito
con un filo di seta verde chiarissimo
come le foglie nuove delle piante che crescono.
Inclino la testa, incomincio la danza
e guardo com’è bella questa Luna crescente
che illumina le scale tra le nostre stanze.

Mancan le rose sul tavolo, in cucina:
domani al mercato ne sceglierò una.


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mamma mia!

Una gocciolina
d’acqua, piccina
si mise in cammino
di buona mattina,
quando ancora la stella
nel suo cielo più grande
non illuminava il sentiero del fante.

Un pensiero, nel frattempo,
annullò lo spazio e le si trovò accanto
e così i due, figli e fratelli,
solcaron i mondi in cerca di appigli
per poter tender e fissare una corda
che sostenesse una casa, una tenda
o per fermare per sempre nel cosmo
un punto che facesse loro da centro.

Arrivaron, in una sera d’autunno,
a quel che sembrava fine ed inizio
di un viaggio magnifico e meraviglioso
e l’acqua era bella, e il pensiero le fu sposo
per quell’idea matta come un solstizio,
come una veglia che cede al suo sogno
e poi, prendendosi le mani, si dissero:
questa è la casa che ci vedrà vivi.

E furono foglie, e furono zampe,
e furono mamme – mamma mia, quante!
e poi fu la guerra delle rivoluzioni
ma presto la luna illuminò i grandi cuori
degli ultimi cuccioli,
dei primi tesori
e la vita si vide
e respirò più forte
e annullò il tempo e annullò la morte.

Al risveglio fu bello
trovarsi vicini,
miliardi di stelle come cuscini.

È bello, al risveglio,
sapersi vicini, sentire la vita
spostare i confini,
vedere i cuccioli diventare divini,
aprire la porta e trovar la città.


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heimliche Flitterwochen

Sceglier Parigi
sarebbe stato semplice

car à Montmartre il y a toujours
de bonnes raisons pour tomber amoureux
aber was wenn wir nicht mehr Recht haben wollen
und was wenn wir uns nichts einfallen lassen?

Mais à Montmartre il y a toujours
de bonnes occasions pour être amoureux e
a Parigi, più che altrove
si trovan le prove che l’amore esiste
per sempre. Eppure è qui che noi
abbiamo scritto i nostri nomi
sul limitar tra il centro
e il nostro pavimento e così

heim bleiben wir. Wir kuscheln
und vergessen die Blumen zu gießen
aber die Liebe, die wächst trotzdem
e a Parigi forse nevica o forse
siamo noi a cercar la poesia
dove ci aspettiamo che sia già magia.

On parte, donc?
Où on reste pour toujours?
Il n’y a qu’une foi, mon amour.


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oblò

Non mi ricordo, la sera
in cui sei nato, com’era
il cielo e di che colore era
il muro su cui tramontava
la luce mentre tuo padre guardava
me ridere e piangere, e dormire.

Mentre il tuo papà ci guardava
vivere, non mi ricordo il calore dell’aria
e non mi ricordo più quella storia
che da piccola mi metteva paura.

Ma mi ricordo l’oblò
da cui entrava l’alba e so
che può far male la pace e se
ti guardo crescere è perché
quando ti prendo per mano
sei tu a far rivivere me
nei tuoi salti sempre più lunghi e
nel coraggio di piangere tra i miei capelli
mamma sei bella, dici sorridendo
e io inciampo nella voglia di piacerti
e ritorno a quella sera
in cui a nascere ero io
e il tuo papà chissà dov’era
e chissà che musiche suonava
tra le stelle della mia prima cena.

Ti rimbocco le coperte, qui
stasera, nella casa che è nostra,
e intanto invento un racconto
in cui anche chi semina il vento
vivrà per sempre felice e contento.


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la nostra casa sull’albero

Una vita ad aspettare
di poter finalmente entrare

OH but in your heart is the secret of green leaves
e seduta sui gradini aspettavo
to be hold, to leave the world and enter
that space that we call love, that
time they say is Eternità

OH and in my heart is the secret of falling
e imparo a salir le scale che vanno
in soffitta, dove niente aspetta e tutto
cede, cade, preda del vento, preda
della mano che vuol il risveglio

EHY AH! The windows open
and my heart is not broken.

AH EHY! We are not fruits but
evergrowing trees E non siamo
sospesi ma in orbita

WOW è il grido che scriviamo
sulla porta che porta verso il divano:
offriamo un sogno a chi ne può fare a meno.


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Martin

To get lost on the way home,
to believe, to call by Name,
to be lieve, come neve,
per nasconder vecchie strade,
per rinascere d’estate
nelle granite colorate
e nelle musiche mai stanche
di celebrar le nostre forme.

Then to find you and fall in love,
to live in our brand new universe
where everything is everywhere moving
verso l’Uno che s’era perso.

To celebrate, to keep sharing
a space che chiamiamo casa
e per cosa? Tu spegni le luci
che io dimentico accese e nel buio mi dici
che the time has come, this time is just fine.


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maintenant

Komm, wir gehen jetzt heim. You say
and I follow you, and I fall on the way
again and again in love with your eye.

Ero piccola, ma vi seguivo e
seguendovi spostavo orizzonti e confini.
Mi offrite, ora come allora, té nero bollente
– lave de volcan, lave rouge de noir vivant
and I taste something new for me
and I discover that indeed
the whole wholiness is my very cup of tea.

Kommst du mit? Wir fahren heim. You tell
wonderful stories and my fantasies learn
how to bravely ride the unknown. I burn
– sous un nouveau jour, sous une vieille ville
e riscopro i resti delle vite passate
prima di me, cambio colore a quel muro e
apro una nuova finestra
che lasci entrare gli odori delle cucine lontane
per ricordarmi di coltivare
le verdure che a noi piace mangiar.

Im Garten wächst einen Garten, der
sieht genauso aus wie uns: der
kennt keine Grenzen und doch
sucht sich einen Kontrast aus.

Komm! Mi dice una voce che devo restare
per colorar i cieli ed il fondo del mare. E
sto imparando a tornare, a seguir la vocina
che mi offre in tazza grande una storia inventata
e con occhietti vispi ti vede e ti chiama
papà, komm! Wir bauen ein Heim.


how would you make the poetess happier?