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Tag: magia

387 / Clara

Clara sapeva cantare, cantava meravigliosamente. Cantava in una lingua che solo lei sembrava conoscere.

Cresciuta assieme ai suoi fratelli in una famiglia di sordi e di muti che non potevano insegnarle l’arte della musica, Clara aveva imparato la magia delle onde massaggiando mani ed orecchie di amici e parenti.
Venne da noi accompagnata dalla zia, che a gesti ci spiegò la follia della nipote, le sue notti insonni, le sue labbra loquaci. Clara cantava e la cristalleria tremava e a volte si rompeva, una dannazione per la famiglia intera.

Clara non poteva fare a meno di cantare, ma in quel suo bizzarro contesto sociale, in cui nessuno la comprendeva, aveva maturato una musica diversa, stonata per quanto immensa. Clara cantava perché non poteva farne a meno, ma strideva quella voce anche al ritmo di un cuore puro e sincero. Clara piangeva, mentre cantava, pioveva il cielo e l’aiutava a liberarsi dalla frustrazione di un talento sprecato, di una voce senza padrone.

Clara canta sempre, adesso qui per noi, e sta imparando a suonare i tamburi mentre gli altri talenti più o meno forti di lei la aiutano a ridere degli errori, ballando nelle pause, inciampando tra le note. Anche a me Clara piace, perché non ha mai chiesto niente. Mi piace quel suo modo cocciuto che ha di donarsi alla gente.


Estratto da “quel che voglio è”

ISBN-9788826062211 (ebook) / ISBN-9788822898333 (cartaceo)

#2500 solenne

Babbo Natale mi ha detto
che porterà il regalo che ho chiesto.

Scende la neve, oggi. Presto
l’autunno all’inverno cederà il passo
e io ad occhi chiusi ritorno
a quegli ultimi giorni d’estate
con la luce forte forte
tra le foglie suonate dal vento.

La magia del Natale
è nel saperla aspettare.

Ricordi quel giorno, al mare?

Domani io sceglierò nuove stoffe
per impacchettare i miei vecchi doni
mentre tu, con mille lucine, decori
le ultime notti lunghe,
le ultime ore del sogno.

Aspettando il Natale,
ci faremo coraggio e se
oggi non so chi sono, so quel che posso.
Domani saprò come fare:
ai bimbi regalerò
una storia da raccontare.

#24 seconda meiosi

Vai dal panettiere,
compra il pane.

Prendi la biciletta,
oltre la collina,
oltre la strada, più in fretta,
veloce, scendi per la via
che pian piano ti appare.

Chiudi gli occhi,
fidati del vento e della terra,
lascia che il fuoco giochi
con i tuoi desideri, e ora,
proprio qui, apri il cuore
alla neve che cade, si rompe.

Torna indietro per la strada grande,
non raccontare niente.
Offri il pane a chi ha fame, sii
umana, sii il presente
che crede nella primavera,
a gran voce la richiama,
non aspetta, ma ricrea
la magia che li intrattiene
ma che, in te, avviene.