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Tag: sole

palmo

ma dove vanno a dormire
le gocce di pioggia
infrante
sull’asfalto brillante
di un sole lontano?

sono andata a cercarle
invano
alla fine del tempo
che tenevo in mano.

le ho trovate
nel mare
tra le onde e il richiamo
dei castelli di sabbia.

vivono ancora, tutte.
ed è strano ma è vero
che siamo soli, illusioni e mistero.


how would you make the poetess happier?

iterazione in un solo atto

Una strana bicicletta
senza sella e senza fretta
di notte si mise verso le stelle in cammino
alla ricerca di un titolo per un raccontino.

Un omino lungo e stretto
senza naso né cappotto,
vista l’ora detta tarda
corse via senza una scarpa.

Dalla Luna, un pescatore,
vide un uomo senza freni,
una bici senza storia
e un polletto senza gloria.
Disse al gallo, il pescatore,
canta! presto! rompi il cielo
con dei lampi, gialli di Sole
ed illumina il sentiero
per chi vuol tornare intero!

Così fece quel polletto
e da allora è tutto scritto:


how would you make the poetess happier?

permanenze

Missing my worlds,
missing my words.

Ho speso epoche intere
a cercar di spiegare
le vele.

Non sapevo navigare,
seguivo la stella polare
perché tra i banchi avevo imparato
che è punto fermo ed è punto fissato.

Sailing my oceans,
seeding my deeds,
reflected in water,
I am other than this
fish on a bicycle,
I am a moon and my sun
will rise very soon.

Nell’epoca nuova
sarò una piuma sull’acqua,

leggera.


how would you make the poetess happier?

106 #hovolutolabicicletta

Una bicicletta color chamapagne
e lo sguardo fisso di chi guarda lontano.
Dio mi ha detto di sorpassarlo
per vedere cosa c’è oltre l’umano.

Ho alzato gli occhi al cielo, celeste
e altissimo, illuminato di bianco
bianchissimo. Pensavo alle foreste
mentre la strada saliva e io
cadevo.

Terra han toccato le mie ginocchia
e come in preghiera chiedevo alla pioggia
di confondersi ancora una volta
con le mie lacrime, con la mia torta
rotta prima di potersi donare
al potere temporale.

Solo una lupa si accorge di me,
lecca paziente graffi e ferite.
Dice la lupa di fidarmi di lei ma
mi sembra troppo addomesticata
per essere vera, per essere libera.
Mi guarda negli occhi, mi guarda
vicino, accende una luna
sull’orizzonte lontano e
capisco che la mia libertà
non finisce ma inizia
nelle sue verità.

Scenderò per molti colli, fino
alla fine del mio paradisiaco inferno
per riprendermi quello che là abbandonai:
la chiave del regno
reale.

Continuo a pedalare.


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ruota

Autoreferenziale.

Guardo le stelle e non sanno parlare,
chiedo a gran voce un orsetto da amare
e ritorno invisibile al centro del Sole.

Autoreferenziale,
come ogni essere infinito e normale,
come ogni morale,
come ogni stella che vive di luce,
stabilisco i confini del piccolo mondo
ruotandomi intorno il grandissimo cosmo.

Autoreferenziale,
non conosco altro che quel che so capire,
non capisco altro da quel che vorrò divenire,
non divento altro che un tentativo senza fine
di uscire dai confini della mia esistenza
mentre il cielo
dentro la stanza
dentro di me
già danza.

Guardo le terre e non sanno emergere,
rivendico qui il mio diritto di crescere
e trascendo
reinventando il reale
che mi vuole quadrare.


how would you make the poetess happier?

41 #volta #celeste

Non può essere un cuore in tempesta
al centro del mio vagabondare.
Il coniglio nel sogno
aveva gambe di vitello
e la sua pelle era nuda,
era pelle d’agnello.

La pelliccia che ora indosso
è morbida, barba posticcia
d’un travestimento che svesto
per lasciarmi baciare dal Sole.
Mie son le ore, mie le mie mani.

Domani riparto. Al centro del viaggio
sarà il mio ombelico, punto fermo
nell’universo che gira in tondo,
e sogni spiegati saran le mie vele
e bianche farfalle mi faranno da guida
fino alla Terra nuova, fino alla nuova Luna.

Mi vesto di rosa.
Orecchini di giada.
Alla cintura ho una spada
in lega segreta di inchiostri e di carte.

Per ogni Luna che muore, per ogni Stella che nasce,
c’è una parola che unisce:

questa volta è una volta celeste.


how would you make the poetess happier?