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Tag: stelle

himmlisches vélo

on va pardonner ma bouche,
c’est vrai? pour ne savoir dire
les mots qui conviennent.

we are going to forgive
my hands, too. alright?
for they cannot properly write.

und wir werden auch meine Füße vergeben,
denn die wollen nicht mal vier Räder fahren.

ma perdoneremo, prima di tutto, il destino
che mi ha messo in cammino.

himmlisches ist mein Leben auf Erde
e troppe le stelle che ho nelle tasche.
ne volete qualcuna?
I’ve got permission not to ask
for permission, my task
is to ride the bike of compassion
where left and right mean indeed
ce que on laisse, ce que on fait vivre.


how would you make the poetess happier?

spezzata

Questa poesia fa parte della raccolta
RICORDI NELL’ETERNA ETÀ, pubblicata su Amazon
in collaborazione con la rivista di poesia Contemporaneamente Versi.

dedicata a quella morbidissima foca grigia
che si è lasciata infinitamente coccolare
dalle mie manine di bimba, nei giorni
e nelle notti della mia eterna età.


Pensierino della sera
fammi trovare la mia vena,
che riporta al cuore del cosmo infinito,
tutto l’amore che ho patito.

Pensierino della notte
riporta indietro la mia arte
al cospetto dell’infinito, nel cosmo
eterno e mai uguale
che dei miei giorni e dei miei sogni
faccia il totale.

Pensierino per le stelle,
compreso il sole e le scintille,
chiedi al cuore se può, per favore,
dare più amore. Più amore
per ascoltare tutte le mie ore.


how would you make the poetess happier?

69 #ritornello #storico

Quando gennaio si colora
d’autunno, e non è gelido il cielo ma
camino acceso, è spesso un tramonto
ad ingannar il tempo.

Qualcosa è cambiato. Una ferita guarita
mi riporta al tempio che quell’anno crollò
e mentre sale la nebbia, come una pioggia
terrena, piove in me il ricordo della primavera.

La Luna è ferma sulla bilancia.

Chiamo per nome la mia Epifania, tre
giorni dopo il nostro nuovo accordo, e
con il nove sigillo la mia nuova passione:
la nebbia ha la forma del mio buonumore.

La Luna è ferma sulla bilancia.

Sciolgo i punti di un futuro già
incredibilmente lontano, leggo l’ora
sul campanile che indica il centro:
è notte e il mio cuore batte a ritmo di sogno.

La Luna è ferma sulla bilancia.

Respiro lenta, cambio senso e direzione,
volgo le spalle al presente ed è
blu il foglio su scrivo impaziente:
tramontate le stelle, cosa resta
a bloccare il destino?

Mi risponde il cielo con un filo dorato:
non c’è guadagno senza steccato.
Mi risponde il camino col suo fuoco tremante:
brucian in me le carte e le porte ma le spade,
le spade cambian soltanto i contorni.


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Hello weaning!

Nei panni dei mostri. It’s funny how
right we can feel when we are left alone
with the terror of being just another one.

Da cosa mi vesto? Forse da zombie? Ma
fa così anni ottanta, è così démodé
la bruttezza. Stan tornando gli anni venti!
On va faire la fête! On va être
pure élégance. Quasi quasi mi vesto
da Fata Turchina, per spaventar chi
non vuol diventare vero. Però
nell’armadio ho il costume di ieri
e forse mi travesto così: das beste Bild
von gestern, das nicht verschwinden will.

Habt ihr schon eure schönere Ängste bereit?
Suonerò il campanello e svestirò i miei panni
per sedurre chi vorrà risorger, come stelle.

Oh! How lovely can we be, when we
are just as we are, ready to be treated,
and treat!


how would you make the poetess happier?