Salta al contenuto

Tag: terra

ellissi

Sotto una coperta di nuvole nuove
ti ho cercato

dov’eri?

Più in alto degli arcobaleni
credevo di averti trovato

e mi chiedi se piove?

Sopra il vulcano
riprendevi la danza del fuoco
e la luce,
la luce che sei e che eri
ovunque porta
di vita
gioia e speranza.

Tra le mie braccia
l’aria è più fresca.

Alle dita più anelli,
nel cuore del cosmo
una spiaggia
e un oceano
che separa ed unisce.

Brucio.


how would you make the poetess happier?

AAA Live

Sunny Sundays
e questa voglia d’essere figlia
della Terra
e della Terra, madre, sorella,
sposa, e nella vita
che in Lei abita, confusa
metter radici, per una volta,
su questo pianeta.

Where will I be next time?
je pense e subito mi ricordo
di dimenticare
e mi scordo di guardare

le stelle
but the stars are sparkling
nonetheless, they
are telling

le loro storie. E io, qui, quelle
che credo mie,
quelle che sento
svanire
mais qui ont envie d’être
encore et encore
dites.


how would you make the poetess happier?

nuove culture, tra sogno e realtà

Metter radici in un primo di maggio,
è cosa da pazzi, le disse il faggio,
ma la ciliegia non volle ascoltare
e con pazienza si mise a scavare.

Le prime foglie brillavano, verdi
tra il verde di un campo dimenticato,
e la terra accoglieva quel suo capriccio
di far di un prato un frutteto ben ricco.

Poco distante, una lumachina
veloce correva per gustar la piantina
appena arrivata, mai vista prima,
ma al calare del sole si dovette fermare
e nella notte un gran temporale
la direzione le fece cambiare.

Sognò la ciliegia di esser già grande
e al risveglio si sentì forte forte,
scavò nella terra ancora un pochino
e fece amicizia con un lombrichino.
Il faggio, ombroso, le disse ora basta!
e la ciliegia ne ebbe abbastanza,
così nella notte un lampo chiamò
dal cielo stellato e il faggio bruciò.

Questa è la storia del ciliegio celeste
che scese dal cielo per incontrar il terrestre
che da un frutteto imparò che la terra
non si comanda, come una mamma
lei dona sé stessa
per far crescere il seme di chi la accarezza.


how would you make the poetess happier?

62 #età #nuova

dedicata a  mia mamma,
che oggi compie gli anni.

Una goccia
scava la roccia.

Un Nuraghe
riscopre il cielo, nell’azzurro.

Un’amica
ha nascosto il tesoro
perché tu possa trovarlo.

È una fiaba
la vita, sulla Terra.
Ti ricordi, il mare in Sardegna?

Non importa, al Nuraghe,
la vastità della spiaggia,
né importa, alla goccia,
la profondità di una grotta.

Di che colore è
il buio, la notte?
Le stanze senza sogni, di cosa sono fatte?

Al centro del Nuraghe
sta sbocciando un fiore.

Piove.


how would you make the poetess happier?

106 #hovolutolabicicletta

Una bicicletta color chamapagne
e lo sguardo fisso di chi guarda lontano.
Dio mi ha detto di sorpassarlo
per vedere cosa c’è oltre l’umano.

Ho alzato gli occhi al cielo, celeste
e altissimo, illuminato di bianco
bianchissimo. Pensavo alle foreste
mentre la strada saliva e io
cadevo.

Terra han toccato le mie ginocchia
e come in preghiera chiedevo alla pioggia
di confondersi ancora una volta
con le mie lacrime, con la mia torta
rotta prima di potersi donare
al potere temporale.

Solo una lupa si accorge di me,
lecca paziente graffi e ferite.
Dice la lupa di fidarmi di lei ma
mi sembra troppo addomesticata
per essere vera, per essere libera.
Mi guarda negli occhi, mi guarda
vicino, accende una luna
sull’orizzonte lontano e
capisco che la mia libertà
non finisce ma inizia
nelle sue verità.

Scenderò per molti colli, fino
alla fine del mio paradisiaco inferno
per riprendermi quello che là abbandonai:
la chiave del regno
reale.

Continuo a pedalare.


how would you make the poetess happier?

41 #volta #celeste

Non può essere un cuore in tempesta
al centro del mio vagabondare.
Il coniglio nel sogno
aveva gambe di vitello
e la sua pelle era nuda,
era pelle d’agnello.

La pelliccia che ora indosso
è morbida, barba posticcia
d’un travestimento che svesto
per lasciarmi baciare dal Sole.
Mie son le ore, mie le mie mani.

Domani riparto. Al centro del viaggio
sarà il mio ombelico, punto fermo
nell’universo che gira in tondo,
e sogni spiegati saran le mie vele
e bianche farfalle mi faranno da guida
fino alla Terra nuova, fino alla nuova Luna.

Mi vesto di rosa.
Orecchini di giada.
Alla cintura ho una spada
in lega segreta di inchiostri e di carte.

Per ogni Luna che muore, per ogni Stella che nasce,
c’è una parola che unisce:

questa volta è una volta celeste.


how would you make the poetess happier?

in cielo e in terra

Ti trucco, proprio come fa il mago
con la sua magia più preziosa.
Ti vesto e ti armo, come ogni rosa,
come i cavalieri che affrontan il drago.

Esco, sbocci sull’uscio
e sulla via, io con te, fiorisco.
Ma ritorno, solo richiudo
il portone, e piango.

Everyday I’m on stage. Never
and ever I will heal this fever.

Outside in the daylights I find
that world which I dream all the night,
in delight. I’m the witch whose mind
spells the words which recreates the might
that once and forever says:
one more dance, and then again and again and again and …

Riposo. Sulle mie guance
fiumi di vita scorron giocosi e sereni.
Riflesse sulle lunghissime lance,
le rose non han più spine né pensieri.

Occhi di terra, e le tue labbra, verdi.

My heart is too too big to be just yours and mine,
so let me go, let me be! Let me obey
the glory and its beautifully bending way.

Ho raccolto le lacrime in un calice azzurro
e ora brindo ma non ballo, qui, solo. Aspetto
che tu sia mia, per volare via

una volta ancora, e poi ancora e ancora e ancora e ancora e …


how would you make the poetess happier?