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Mese: maggio 2019

saved (our souls)

Una grande pioggia e fortissimo vento
a calmar la tempesta di sabbia.

Castelli di rabbia che fragili crollano
nel mostrare che il sogno era spinto dall’incubo
di restare da soli senza la mamma
nel silenzioso cosmo deserto.

How many feelings can we tell in a second?
Which is the memory
we are going to keep feeding?

Je suis perdue. Une fanfare
me redonne le sens de les temps.

We won’t follow dreams anymore,
nor will we build on the wounds
d’un passato tremendo but
we will smile to our fellows
e impareremo ad amarci
nell’azzurro splendente.

Le Soleil est revenu
ad illuminar le stelle nel blu ora morente.

Tutto è come è.

Non siamo più bambini impauriti. We are
the fathers, the mothers

di questo momento.

dal diario di Marthe / 23 marzo, notte di luna nuova

Caro diario,

oggi durante la pausa caffè sono rimasta chiusa in ascensore. Ho premuto ALT e sono rimasta ferma, al buio, in compagnia del nuovo collega biondo, in silenzio. Il collega biondo è rimasto impassibile, ha acceso una lucetta da tasca, azzurra, e mi ha chiesto come mai avessi premuto, ma me lo ha chiesto senza vero interesse, come se fosse una frase che era tenuto a pronunciare ma in cui non credeva davvero. Come quando, stringendomi la mano, mi chiese come mai portassi un nome francese.
Volevo stare sola con lui, questa era la verità, ma non glielo potevo dire. Ci conosciamo da tre giorni, e io sono innamorata. Mi innamoro subito, ormai. Sorrideva, ma non a me. Aveva una luce negli occhi che mi faceva girare la testa. Non ha aspettato la risposta, ha spento la lucetta azzurra, ha premuto il pulsante giallo con la campanella. Ho cominciato a piangere e dire scusami sono una stupida, devo avere frainteso. Mi ha baciata, teneramente, ma così teneramente che ci giurerei, è stato l’amore a far riaccendere la luce e a far ripartire l’ascensore e a portarci al settimo piano. Al settimo piano c’è la terrazza, mi ha detto che voleva stare da solo, che ci saremmo visti in ufficio.
Non è più tornato, si è licenziato, è sparito. Ma io, caro diario, resto innamorata, e l’amore lo ritrovo nel vento, su in terrazza, nei caffè che ordino e lascio raffreddare, nelle carezze che ho imparato a regalare. Sono innamorata, caro diario, della vita e delle storie che nella vita incontro, sono innamorata del respiro e del tempo. Sorrido, senza cercare un motivo, e ho una luce negli occhi, come una musica che mi gira in testa.

Soffio nel vento la felicità che non so dire, mi sento volare.


La firma di Marthe si trova nel Volume I / caffè e champagne delle pagine dai diari, pubblicate sotto il titolo: la Semina e il Raccolto.

Gnossiennes

I forgot to
be myself, the day where we met
but I know you knew me
parce que t’as rien démandé.

I forgave myself
più tardi, più lontano dal caos
che mi avvolgeva
and you, you forgave me
all but my protections.

In your projections I am
lost e lascio andare, passo
dopo passo, tutto quel posso.

In your ideals I am
lost mais je retrouve le sens
de mon existence
dans ta inébranlable espérance.

Non siam mai nudi, on dance.

This piece was inspired by an artwork by my husband, Federico Faraci, titled after the famous piano compositions by Satie.