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Mese: luglio 2019

papavero

Pensavo alla vetrina
coi colori ancora chiusi
e ho battuto forte il naso
contro un giorno senza fiato
speso a tessere le lodi
di un’idea senza fortuna.

Sarà il rosso o sarà il viola
a segnar questo tramonto?

Sogneremo un verde abbraccio
o vivremo nell’azzurro
oltre il blu del grande buio?

Ma cadon già i petali
e mi ritrovo a contare
le occasioni perse
tra mille semi dispersi
su un pugno di terra
senz’acqua

e tre lacrime
per rifletter, del mondo,
la trasparenza più chiara.

Abbandono ogni peso. Vieni
con me a smagliare
un cielo basso
e una nuvola mai fiorita?

Tienimi
le mani e lasciamo
che il tetto, tutto, crolli
per far posto alle stelle
e al vento che fa sbatter le porte.

È tempo
di sorprese e risvegli,
è tempo di uscire
da tutti i contorni.

capriole

Cantano, le cicale

ma viene a toccarmi
il mare

e tra le onde e le correnti
trovo nuovi movimenti
e un dolore come il sale.

Erano sirene, o una grande nave?

Non disseta mai, la mente
e mentre ancora bevo sangue
sento i piedi batter forte
per portarmi in riva al fiume.

Vedo granchi, cerco sassi
tondi tondi o una storia
per dimenticare.

Era succo d’uva, o miele?

Cantano, le cicale.

my bump

but baby, oh! my beautiful story! how
are we gonna tell them
that they are perfect and beloved?

how can we show them the Kingdom
of wonders, if they don’t believe, if
they never wonder?

oh my baby, we’re gonna try, with

tenderness.


this poem is part of a collection of 123 poems titled
Becoming Human: a poetical journey