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Mese: settembre 2019

dal diario di Gaia / 26 settembre del nuovo anno

Come sempre, dopo cena mi metto a riordinare i giochi che mio figlio dispone ogni giorno sul tappeto grande. Lo so, dovrei far riordinare a lui, ma mi piace troppo perdermi tra le tracce dei suoi pensieri di bimbo, pensieri puliti, storie che aiutano a conoscersi.

Lui insiste, piange e protesta ogni mattina, perché all’ordine forzato, all’ordine come premessa prima ancora che come promessa, proprio non vuole rassegnarsi. Lo capisco. Se si vuole raggiungere un certo grado di complessità nelle storie, se si vogliono lasciare tracce che possano portarci lontano, non possiamo ogni giorno, dopo pranzo e dopo il sonno, ricominciare da capo. L’unica possibilità è lasciare che le storie vivano, anche nelle notti, anche quando non siamo lì a guardare e tutto sembra intrecciarsi alle già forti trame geometriche del tappeto.

Mentre riordino, imparo che non ha senso cercare di cogliere il senso del tutto, imparo che ognuno partecipa a molte storie, quasi per caso, e che anche imparare a conoscersi fa parte del gioco ma non ne determina il senso. Quante parole di troppo aggiungo al ricordo dei tuoi movimenti veloci!

Provo allora a smettere di pensare, provo a partecipare anche io al gioco, mi siedo sul tappeto e spero che le tue manine arrivino a darmi un destino, e poi un altro, e poi un altro, finché non verrà il momento di rinchiudermi in un cassetto.

Lascio tutto così com’è, stasera.

Domani mi tufferò nei tuoi mondi già grandi e mi lascerò meravigliare dalle tue grandiose fantasie.

Parola di mamma.


La firma di Gaia si trova nel Volume III / campi di fragole delle pagine dai diari dei miei personaggi, pubblicate sotto il titolo: la Semina e il Raccolto.

enjoy life

one day you will open your eyes,
my baby, my highest gift,
and you’ll find a world to call your home,
and you’ll find a way to reach your throne.

for one day you’ll open your heart,
my baby, my wildest twist,
finding Joy wherever it is,
and it is everywhere, there, where you can seed it,
and it is going to bloom wherever you need it.


this poem is part of a collection of 123 poems titled
Becoming Human: a poetical journey

scintille

Lo sposo l’ho perso
tra la posta e la banca
e nel pianto mi manca
ancora
quella camicia bianca
e il mio vestito lungo
rosa
ma ecco che si posa
una mano più ferma
sulla mia spalla già nuda
e mi regala uno sguardo
oltre i confini del cosmo.

Prendo forma.

Scrivo, dedico, destino e
ad alta voce mi dichiaro
finalmente

per i momenti, nel presente,
in cui da fare non c’è niente
e con il cuore sempre grande
e le mani bene aperte
ci si dona l’una all’altro
per scoprire, qui, nel mondo,
dentro l’alba anche il tramonto

e infinito sarà il giorno.

 

Quanti siamo? 

siamo due, tre, Uno soltanto.