dal diario di Gaia / 26 settembre del nuovo anno

Come sempre, dopo cena mi metto a riordinare i giochi che mio figlio dispone ogni giorno sul tappeto grande. Lo so, dovrei far riordinare a lui, ma mi piace troppo perdermi tra le tracce dei suoi pensieri di bimbo, pensieri puliti, storie che aiutano a conoscersi.

Lui insiste, piange e protesta ogni mattina, perché all’ordine forzato, all’ordine come premessa prima ancora che come promessa, proprio non vuole rassegnarsi. Lo capisco. Se si vuole raggiungere un certo grado di complessità nelle storie, se si vogliono lasciare tracce che possano portarci lontano, non possiamo ogni giorno, dopo pranzo e dopo il sonno, ricominciare da capo. L’unica possibilità è lasciare che le storie vivano, anche nelle notti, anche quando non siamo lì a guardare e tutto sembra intrecciarsi alle già forti trame geometriche del tappeto.

Mentre riordino, imparo che non ha senso cercare di cogliere il senso del tutto, imparo che ognuno partecipa a molte storie, quasi per caso, e che anche imparare a conoscersi fa parte del gioco ma non ne determina il senso. Quante parole di troppo aggiungo al ricordo dei tuoi movimenti veloci!

Provo allora a smettere di pensare, provo a partecipare anche io al gioco, mi siedo sul tappeto e spero che le tue manine arrivino a darmi un destino, e poi un altro, e poi un altro, finché non verrà il momento di rinchiudermi in un cassetto.

Lascio tutto così com’è, stasera.

Domani mi tufferò nei tuoi mondi già grandi e mi lascerò meravigliare dalle tue grandiose fantasie.

Parola di mamma.


La firma di Gaia si trova nel Volume III / campi di fragole delle pagine dai diari dei miei personaggi, pubblicate sotto il titolo: la Semina e il Raccolto.