#100 scoprirsi

Tra i ricordi e le chiacchiere,
di cantiere in cantiere,
ci perdevamo tra tempi ancora da vivere
e le nuvole, rare, che portavan le ombre
sembravano perdersi, insieme a noi, tra le onde,
nel riflesso di un fosso mosso solo dal fango,
rispettando in silenzio tutto il grigio degli argini
più che cedendo al richiamo del mare.

Decidemmo di andare.

E tra i progetti e le chiacchiere,
di cantiere in cantiere,
cercammo le stelle, le nostre,
lontane.

Proviamo a restare
tra coccole e chiacchiere
ancora a guardare
il cielo che cambia, aspettando il momento
in cui sarà uno, uno soltanto, il tempo.

Piove?
O sono le lacrime a sciogliere il nodo,
a far scorrer via il fango, a lasciar che
sia questo, il presente che costruimmo tacendo?

Mi ricordo la polvere
sulle ali ferme
di un pappagallo caduto e salvato
e di altri cento mille progetti
che invece ho perduto.
Ma se tu
mi sorridi,
noi torniamo ad essere nudi
e quel che ora vedo
non è un sogno grande da fare e rifare
ma una piccola rondine
tra le pieghe del letto che non ci lascia dormire.

Suona qualcuno alla porta. C’è il Sole.