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Categoria: le mie geometrie

conformi e difformi, siamo noi la misura assoluta dei nostri universi.
misurati o infiniti, siamo noi a dar forma ai nostri assoluti.

tazze e tazzine

Quanti ospiti ospito
nei terreni del mio divagare?
E quanti mi ospitano,
mi offono un tè alle erbe più strane,
mi parlan di ombre che
non sono mai chiare?

Ma le ombre mi cantano
canzoni di festa
ed è alle fate che chiedo
di ordinarne le gesta
intrecciate e confuse
come rami selvaggi,
protette dal vento
che cambierebbe ogni mondo.

Tolgo grigi sassolini
tra le dita dei tuoi piedi
mentre tu guardi la credenza e ti chiedi
se riuscirai a ritrovare
quel disegno cinese,
quel ricordo e quel sogno
in cui eri felice.

Agli angeli chiedo
che ti restin vicini.
Sei pronta a varcare i confini?

àncora

Seguo ogni linea del tuo corpo,
provo a impararlo ma so
che dimenticherò
anche il ritmo del tuo respiro
e sospiro
nel vederti cambiare
un altro po’
mentre sogni veloce veloce
di correre avanti
e chiami forte i tuoi amici per nome.

Sei ancora
qui tra le mie braccia
e già mi manchi.

Domani sarai
ancora più grande.

nacchera

Su di una musica che
non potevi ballare da solo
ti ho trovato ricurvo
sotto il peso del cielo

e insieme poi
fino a trovare la terra
abbiamo urlato
per l’abbraccio mancato
e abbiamo suonato
al ritmo del mondo.

È crollato tutto.

Abbiamo scoperto
che non siamo di legno
e siamo usciti dal sogno.

Vieni con me
ad intrecciare le dita
lontane dal palmo?