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Categoria: le mie geometrie

conformi e difformi, siamo noi la misura assoluta dei nostri universi.
misurati o infiniti, siamo noi a dar forma ai nostri assoluti.

valzer

voleremo fuori dal nido
sui prati fioriti
al ritmo di una musica
che ci vorrà abbracciati

e correremo
col muso fuori dalla tana
a cercare il profumo della primavera

e ci tufferemo poi
in quel profumo
ad occhi chiusi,
come se fosse notte,
come se fossimo amanti,
come se
non fossimo mai stati distanti
nemmeno quando eravamo bambini
e non ci era permesso varcare i confini
del mondo che altri per noi avevan scelto.

vivremo

di respiri, di affanni, di rose e di spine
meravigliose.

la senti la musica?

è adesso

voglia di fragole

Scoccano i secondi
mentre io bevo, mangio, canto e
respiro mondi
in cui tu ancora manchi
ma già mi domandi
i segni dei ricordi, una stella,
terra da nutrire
con la nostra danza.

oh com’e banale
la voce di chi
vuol solo ringraziare!
ma non senti come batte forte
il ritmo originale?

Siamo qui
per celebrare in eterno
quel punto mai fermo,
istante fecondo,
in cui sempre si ricrea e si creò
tra madre e figlio l’abbraccio.

Con i semi tra i denti

sono qui,
ti aspetto.

legno

Continuamente cambiando,
crescendo,
cercando il Sole ma seguendo il tempo
delle foglie non nate che, timide,
temono l’ultimo freddo,
abbandono il sonno e inizio
un nuovo giro intorno all’anello.

Faccio a pezzi
una vecchia identità,
quella voglia di stare al mondo
che mai m’apparterrà,
una finta stanca stufa caparbietà
e brucio
per illuminarmi il volto
che ancora non conosco
riflesso
nel cielo più blu, più
azzurro. Rosa
le nuvole, mentre il vento
ricolora ogni ricordo e sento
quella gioia per esser al mondo
già viva quando tutto era spento.

Addosso mi porto il segno
di chi dentro me ha cominciato il suo viaggio,
per ogni ramo un nuovo disegno,
in ogni anno uno spazio da sogno,
uno spazio che, ora, è fermo.

Prima che ancora come sempre mi perda
nella frenetica corsa verso il prossimo autunno,
Vita viva! io ti prego, ascolta
il mio cuore disperato di abbracci
e resta
con me, seduta tra i faggi
a guardar la nostra terra che dorme
un’ultima volta. Domani
già all’alba
cinguetteranno i miei figli
la loro richiesta

Mamma? Dove ti eri nascosta?