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Tag: ancora

in cielo e in terra

Ti trucco, proprio come fa il mago
con la sua magia più preziosa.
Ti vesto e ti armo, come ogni rosa,
come i cavalieri che affrontan il drago.

Esco, sbocci sull’uscio
e sulla via, io con te, fiorisco.
Ma ritorno, solo richiudo
il portone, e piango.

Everyday I’m on stage. Never
and ever I will heal this fever.

Outside in the daylights I find
that world which I dream all the night,
in delight. I’m the witch whose mind
spells the words which recreates the might
that once and forever says:
one more dance, and then again and again and again and …

Riposo. Sulle mie guance
fiumi di vita scorron giocosi e sereni.
Riflesse sulle lunghissime lance,
le rose non han più spine né pensieri.

Occhi di terra, e le tue labbra, verdi.

My heart is too too big to be just yours and mine,
so let me go, let me be! Let me obey
the glory and its beautifully bending way.

Ho raccolto le lacrime in un calice azzurro
e ora brindo ma non ballo, qui, solo. Aspetto
che tu sia mia, per volare via

una volta ancora, e poi ancora e ancora e ancora e ancora e …

for a more universal love

ABBALLALA ah ha
sigurtà sigurtà lamahà
è una lingua che non conosco
eppure capisco

HEHEI SCHASCHA ö ö
fäß gä lamalai eu
canta la lingua che mi è vicina
ma fatico a seguirne la rima
e strabordo, sento troppo

Wey Soox ja ja kitt
areyajaa BO BO bo bo
what a wonderful sound
makes me embrace a more universal language
and engage myself with a – sono viva anche oggi

jovré sensé amatiriah h h
sanfret m fris quoi là
shall we talk Love or may I sing
that song which I belong to?
have you brought with you the ring?

ma qual era la canzone che cantavo
prima di nascere? quando ero ancora
una goccia d’acqua e mi somigliavo
con quali suoni costruivo l’ancora?

Love is love is love is love is
just as it is, as water it fills
the void that we allow. Ecco!
Ora ricordo: era solo silenzio
tutto intorno e al centro
del mio ombelico una parola:
ANCORA

e allora rispondo, riprendo
il mio canto alle stelle, le mie
AM NA AM NA NA cà
AM ORÖ ÖRAIAaa tat ta
e vualà

#77 merli merletti

Le porte dell’eternità erano aperte da sempre.

Tra le pieghe del tempo che fugge
giocavano le ombre e sfuggiva il motivo
della mia esitazione. Non posso
far altro che accetterla, darle un nome.

Tengo in mano un’ancora. Guardo in alto.
Il cielo è tempesta e sotto i miei piedi
il mare è in burrasca ma sul limitare
della mia superficie è tutto calmo e
tutto tace. Le ombre sono nuvole di luce.

Avanzo di un palmo. Le vedo le palme
dell’oasi promessa, mi volgo al tumulto,
ho paura e così urto le mie corde più sottili.
Vibro più forte. Sono io quelle porte.

Ho tenuto in tasca un sasso, lo faccio spesso.
Getto l’ancora con il sasso, impugno i battenti, busso.
Un castello di sabbia si scioglie
nel vento. Sono oltre le porte, adesso.

Sono sempre aperte le porte dell’eternità.