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Tag: finestre

#55 theaterstraße

Ho annegato i ciclamini
per paura
che soffrissero la sete.

Finestre chiuse.
Indosso una giacca ed esco
a cercare l’autunno
tra le foglie bagnate
dalla pioggia e dai pianti
delle notti passate
a resistere al tempo.

Questa notte ho sognato
un prodigio,
lasciato andare un ricordo
che credevo già morto.

Apron le porte
i negozi di Theaterstraße, entro
in una libreria.
Tra il profumo delle storie
che ancora non conosco
cerco uno spazio
per accoglier, domani, le mie carte.

Questa notte ho scelto
il prodigio,
sciolto l’abbraccio
che non ho mai ricevuto.

Faremo seccare le foglie
trovate
sulla strada che ci riporta a casa,
scriveremo una lettera
per ogni fobia
e nel vento, nel vento
voleranno via.

Ho spostato i ciclamini
nella speranza
di vederli presenti.

E io? Da oggi vivrò, tra i viventi.

cilindro

T’amavo a piedi nudi sulla neve
e poi per i prati fioriti e
tu mi amavi come una scoperta
che ti riportava al senso del primo
dissentire. Ed era semplice così,
amando, disertare il tempo per
abbracciar l’infinito. Al dito
non portavamo anelli. Una collana
di perle di lago, un cappello da mago,
tra l’oro sottile dei tuoi grandi quadri
e le mie righe spesse, prendevano vita.
Nostro figlio ballava e si divertiva
con le finestre che restavano aperte
per la libellula che arriverà.

Noi stavamo a guardare, qua.

E adesso che t’amo oltre ogni infinito,
adesso che portiam un anello al dito,
ancora restiamo a guardare
una pancia che cresce, una libellula.

Ma già domani, con la mia bicicletta,
ti porterò là dove il tempo non aspetta
e semineremo non perle ma i semi
che la vita ci ha portato in dono
nella promessa del nostro giradino.