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Tag: giardino

papavero

Pensavo alla vetrina
coi colori ancora chiusi
e ho battuto forte il naso
contro un giorno senza fiato
speso a tessere le lodi
di un’idea senza fortuna.

Sarà il rosso o sarà il viola
a segnar questo tramonto?

Sogneremo un verde abbraccio
o vivremo nell’azzurro
oltre il blu del grande buio?

Ma cadon già i petali
e mi ritrovo a contare
le occasioni perse
tra mille semi dispersi
su un pugno di terra
senz’acqua

e tre lacrime
per rifletter, del mondo,
la trasparenza più chiara.

Abbandono ogni peso. Vieni
con me a smagliare
un cielo basso
e una nuvola mai fiorita?

Tienimi
le mani e lasciamo
che il tetto, tutto, crolli
per far posto alle stelle
e al vento che fa sbatter le porte.

È tempo
di sorprese e risvegli,
è tempo di uscire
da tutti i contorni.

2002 #rancore

Raccolgo lamponi e le fragoline di bosco
nascoste tra fiori che non riconosco,
ne assaggio qualcuno, ti penso.

Ad occhi chiusi ricordo
il sapore che hanno i tuoi baci
quando mi abbracci e mi piace
perdermi tra le pieghe del tempo.

Un’ape mi ronza intorno, si posa
sulla camomilla che porto all’orecchio
e aspetto, immobile, a sogni spenti,
che riparta per il suo vecchio mondo
prima di tornare ad assaporare il mio orto.

Piovono petali sul tuo cappello
come neve che si scioglierà presto
ma tu li raccogli e li ascolti
raccontare ancora di quando erano rosa
bagnati di pioggia, erano casa
d’insetti e profumi e di tutto
quello ci sembra più bello.

Sono rimaste ormai solo le spine
su quel muro dipinto di verde e di blu
e anche le foglie saranno secche e
cadranno giù.

semitoro

Cresceranno le fate
nella mia giungla, sapete?

Lascio libero il groviglio
attorno alle mele di dicembre
e spoglio il foglio
dalla mia ultima firma.

Nella notte, resterò scoperta
senza sentire freddo
né quella strana voglia di
raggiunger le stelle.

Sono belle, le mie stelle,
viste dalla terraferma.

Ma cos’è una regina senza la sua torre?
Nel giardino le api
vivon come lombrichi
e ronzano basse
la marcia funebre dell’occidente.
Nel mio regno, eternamente,
il mondo muore, sta rinascendo.

E cosa sono io, qui nel tempo?

Sono una domanda aperta
tra quel che esiste e tutto
quello che non si forma,
senza un perché
e senza risposte ma piena di

come?

C’è l’arcobaleno. Correte a vedere!