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Tag: paura

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Unheimlich ist il mare, quando
sotto un sorriso sereno
di una Luna d’oro e d’argento
d’improvviso fa un salto,
travolge ogni rimpianto
col rimorso dell’aver creduto
che che navigarlo fosse proibito.

So sails the sailor
his very first sea
without a coat, without a seat.

Unheimlich ist l’Oceano, quando
oltre la fatica ancora scalcia
e, sbuffando, nuovi atolli lascia
e nuove geometrie à ceux qui encore
croisent les étoiles avec les îles.
Abbiamo imparato che non si può fermare
chi ha scelto di tuffarsi, negare
una paura, imprigionare la riva
che da sempre si sposta
secondo le maree
né si può sapere where
the sailor will land.

Can you tell which colour’s the sand
there, where your universe ends?
Look further.
Can you now see my unchained hands?

Unheimlich ist das Wasser
when we cut it with fields.

 

#55 theaterstraße

Ho annegato i ciclamini
per paura
che soffrissero la sete.

Finestre chiuse.
Indosso una giacca ed esco
a cercare l’autunno
tra le foglie bagnate
dalla pioggia e dai pianti
delle notti passate
a resistere al tempo.

Questa notte ho sognato
un prodigio,
lasciato andare un ricordo
che credevo già morto.

Apron le porte
i negozi di Theaterstraße, entro
in una libreria.
Tra il profumo delle storie
che ancora non conosco
cerco uno spazio
per accoglier, domani, le mie carte.

Questa notte ho scelto
il prodigio,
sciolto l’abbraccio
che non ho mai ricevuto.

Faremo seccare le foglie
trovate
sulla strada che ci riporta a casa,
scriveremo una lettera
per ogni fobia
e nel vento, nel vento
voleranno via.

Ho spostato i ciclamini
nella speranza
di vederli presenti.

E io? Da oggi vivrò, tra i viventi.

#200 sorprendersi

Dal melo una mela
mi guarda, cade.
Caduta la mela, la guardo, la
raccolgo, mordo
la mela e mi accorgo
che è buona, matura.

Oltre i rami e le foglie
ti scorgo.
Ti offro una mela, ti invito
a morder la vita. Perché
hai paura?

Chiudi gli occhi.

Cosa vedi? Vedi
un prato o un groviglio di rovi?
Le vedi, nel cielo, le stelle?
E li vedi, i tuoi piedi, nudi,
camminare sulla Terra azzurra
o stai forse correndo
sopra un fuoco di paglia?

Colgo una mela, ti tendo la mano,
ti bacio e lo sai, quanto t’amo.
Ti amavo già quando
tutto era soltanto
verde, acerbo e brillante,
e le musiche erano sorde
e le spighe troppo alte
per poterci incontrare.

E oggi qui io ti amo di più
e voglio, sì lo voglio, dare
a questi luoghi il destino
di un giardino
sospeso e felice
tra il giallo ed il blu.

Apri gli occhi.

Questa volta,
il nome lo sceglierai tu.